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Final Fantasy XIII / Episode i / Parte I

“È come… un miracolo”. Lightning guardò in alto, verso Cocoon, con gli occhi pieni di meraviglia.
Lo è…, rispose Vanille, con una voce che non poteva essere udita. Per impedire a Cocoon di cadere… avevano dovuto farlo, a qualsiasi costo. Era in gioco la vita di tante persone. Nel loro cuore, sapevano di doverlo fare, per poterle salvare. Era stata questione di un attimo. Quando si svegliarono, sia Vanille sia Fang erano . Era diverso da quando erano diventate cristalli nel tempio del fal’Cie Anima. In quel frangente, tutto si era assopito, incluso il fal’Cie Anima. Un sonno così profondo che era privo di sogni. Ora, nonostante stessero dormendo, erano in grado di vedere il pianeta. Vedevano Gran Pulse, un mondo accogliente e bellissimo. Riuscivano a sentire le voci dei loro amici.
Diversi soldati armati corsero fuori dall’aeronave. Avevano già visto quelle uniformi. Ah, ma certo: loro. Non si chiamavano PSICOM? Quegli uomini non erano più dei nemici. Stavano lavorando duramente per assicurarsi che la gente di Cocoon venisse portata in un luogo sicuro. Non avrebbero più puntato i fucili contro i cittadini. Vanille non aveva prove di questo, ma ne era convinta. I soldati gridavano per salvare la gente e le loro voci non mentivano.
“Potremmo non vederle mai più, ma possiamo compiere dei miracoli”, disse Hope. Sembrava triste, ma la sua voce era forte e decisa. Avevano salvato gli abitanti di Cocoon, perciò avrebbero potuto compiere un miracolo in più. Sicuramente sarebbero stati in grado di salvare Vanille e Fang. Forse era questo a cui stava pensando Hope.
Grazie, Hope, sussurrò Vanille. Questa non è la fine. Veglieremo sempre su di voi. Anche se non potete vederci, noi possiamo. Siamo in grado di vedere l’intera Gran Pulse da questa torre di cristallo. Tutti voi dovete rallegrarvi. Non lasciate che le persone a cui tenete si separino da voi. Vanille osservò i suoi amici mentre si riunivano ai loro cari, e il suo cuore si riempì di gioia. Sì sentiva in pace. Finalmente il dolore che aveva causato era stato riparato. Era stata tutta colpa sua se Serah e Dajh erano stati trasformati in l’Cie.
Dopo essersi asciugata le lacrime, Serah volse gli occhi verso Cocoon. Le si adombrò lo sguardo. Tempo fa avevo lo stesso sguardo, pensò Vanille. Le nostre azioni hanno arrecato dolore ad altri. Abbiamo coinvolto persone che non c’entravano nulla e abbiamo cambiato il loro destino. Avevo paura dei crimini che avevamo commesso, erano un fardello troppo grande da sopportare e che non ero in grado di affrontare. Fuggii. Ero proprio così, una volta.
So quale dolore sta sopportando. So come si sta sentendo nel guardare Cocoon in questo momento. Poi, Vanille si ricordò. Una volta, sulla spiaggia di Bodhum, Serah le aveva detto: “Ho degli amici su cui poter contare. Ce la farò”. Vanille si ricordò del suo sguardo. Anche se si fosse resa conto dei loro crimini e se avesse avuto rimpianti, Vanille sapeva che Serah sarebbe stata forte e li avrebbe fronteggiati.
Poi Vanille si rivolse a Snow, che era al fianco di Serah. Stalle sempre accanto, disse. Se lo farai, lei potrà sopportare qualsiasi cosa. Potrebbe sentirsi perduta, ma troverà la sua strada. So che dirai “Possiamo compiere dei miracoli! Dobbiamo trovare un modo per salvare Vanille e Fang!”, ma non puoi. Dovrai starle accanto.
Non avrebbe potuto sentirla, ma Snow si girò ugualmente, come se la sua voce l’avesse raggiunto. Sembrò sussurrarle “Mi dispiace”.