Dopo le prime interviste successive alla presentazione di Final Fantasy VII Revelation, il director Naoki Hamaguchi è tornato a parlare del capitolo conclusivo della trilogia Remake, aggiungendo nuovi dettagli su alcuni degli elementi più importanti del gioco: l’Highwind, il ruolo di Chadley, il sistema FITS e il legame con gli spin-off.
È sempre più chiaro che Revelation non vuole limitarsi a chiudere la storia iniziata con Remake e proseguita in Rebirth, ma punta a rimettere insieme l’intero mondo di Final Fantasy VII, dalle Weapon a Wutai e Rocket Town, da Vincent a Zack, fino ai possibili collegamenti con opere come Dirge of Cerberus.
L’Highwind arriverà presto e aprirà metà della world map
In alcune delle ultime interviste, Hamaguchi aveva già svelato che l’Highwind sarà disponibile «relativamente presto» in Final Fantasy VII Revelation. Nel corso di una chiacchierata con Giant Bomb, il director è stato ancora più preciso: «Dopo circa cinque o sei ore di gioco dall’inizio del gioco si otterrà l’Highwind e, a quel punto, sarà possibile esplorare fin dall’inizio un’area che copre circa metà della mappa del mondo».
Il dato conferma una differenza sostanziale rispetto a Rebirth. Revelation non sembra voler costruire la propria progressione attorno a una sequenza ordinata di regioni da completare una dopo l’altra, ma attorno a un mondo molto più aperto, in cui il giocatore potrà decidere fin dalle prime ore dove andare, quali contenuti affrontare e cosa eventualmente rimandare.
Intervistato da RPG Site, Hamaguchi ha spiegato che il punto non era tanto recuperare qualcosa che il team non era riuscito a fare in Rebirth, quanto espandere l’esperienza costruita in quel capitolo. Rebirth aveva già coperto l’esplorazione open world in senso ampio; con Revelation, l’obiettivo è allargarla ulteriormente, non solo sul piano orizzontale, ma anche in verticale e nello spazio aereo.
Da qui l’importanza dell’Highwind, del paracadute e dei nuovi modi di attraversare la mappa. Il giocatore potrà lanciarsi dall’aeronave per raggiungere determinate aree, mentre la crescita del chocobo aprirà gradualmente nuove possibilità di esplorazione. Hamaguchi ha spiegato che, allevando il chocobo, aumenteranno i modi in cui sarà possibile muoversi nel mondo e, di conseguenza, i luoghi.
Il director ha aggiunto che questa maggiore verticalità ha cambiato anche il modo di percepire gli scenari. Durante la creazione degli ambienti, vedere il mondo da nuove prospettive grazie al chocobo volante gli ha permesso di scoprire paesaggi diversi, con un effetto che ha definito sorprendente.
L’Highwind non sarà soltanto un ritorno iconico per chi conosce l’originale: sarà lo strumento principale attraverso il quale Revelation cambierà il ritmo dell’avventura.
Chadley avrà una base nell’Highwind e un ruolo centrale nella trama
Un’altra novità riguarda Chadley, personaggio che nei primi due capitoli della trilogia si è occupato dei simulatori di combattimento, dei dossier di ricerca e delle missioni VR, diventando per molti giocatori una presenza tanto utile quanto… fin troppo loquace.
In Revelation, però, il suo ruolo sarà molto più centrale. A svelarlo è stato sempre Hamaguchi in un’intervista concessa a restart.run, spiegando che Chadley sarà impegnato in prima linea nell’affrontare il nuovo problema delle Weapon.
«Proprio all’inizio [di Revelation] abbiamo la Black Materia attivata, e ora ci sono Weapon ovunque, seminando il caos. Chadley ha quindi allestito una propria base e sta conducendo ricerche su Meteor», ha spiegato il director, ribadendo che il personaggio avrà «un ruolo molto importante legato alla trama principale».
L’intervista di Giant Bomb chiarisce inoltre un dettaglio interessante: Chadley ha costruito la propria base all’interno dell’Highwind. Hamaguchi ha aggiunto che gli interni dell’aeronave saranno un omaggio a quelli dell’originale, ma che la stanza di Chadley sarà «super tecnologica».
FITS: non un semplice cambio estetico o di parametri
Tra le novità più importanti di Final Fantasy VII Revelation c’è il FITS system. Hamaguchi lo aveva già definito molto sinteticamente «un job system», ma nell’intervista con Giant Bomb ha chiarito meglio cosa significhi concretamente.
L’idea nasce da una convinzione condivisa con il battle director Teruki Endo: togliere qualcosa al sistema di combattimento esistente non sarebbe stata la scelta giusta, soprattutto considerando quanto i giocatori abbiano imparato ad apprezzarlo nel corso di Remake e Rebirth. La direzione scelta è stata quindi opposta: non sottrarre, ma aggiungere. Revelation non vuole smontare le fondamenta del battle system, bensì espanderle ed evolverle.
Da qui nasce il FITS system, pensato per permettere ai giocatori di personalizzare in modo più profondo il ruolo dei personaggi. Hamaguchi ha fatto un esempio molto chiaro: Cloud è normalmente percepito come un attaccante, ma attraverso il sistema sarà possibile trasformarlo, per esempio, in un Cloud Mago nero, mantenendo però la sua identità di combattente offensivo. L’obiettivo è dare al giocatore la possibilità di reinterpretare i personaggi senza snaturare ciò che li rende riconoscibili.
Non saremo davanti a un semplice cambio di parametri o di aspetto: «Se, per esempio, si sceglie il Mago nero, c’è anche un albero delle abilità specifico per tale classe. Quindi, come dire, durante il gioco, per quanto riguarda sia le azioni sia i comandi, ogni outfit ha un impatto davvero notevole. Non si tratta semplicemente di un cambiamento estetico e di parametri, ma di elementi che influenzano profondamente la strategia dei combattimenti». Hamaguchi si è detto convinto che questo aspetto piacerà molto ai giocatori.
C’è poi un altro punto importante: i personaggi di Final Fantasy VII hanno look estremamente iconici e il team ne è perfettamente consapevole. Proprio per questo, Revelation separerà il ruolo di combattimento dall’aspetto visivo. I FITS saranno riflessi anche nelle cutscene, ma le skin saranno un elemento distinto e personalizzabile.
In pratica, il giocatore potrà scegliere un determinato FITS per ragioni tattiche, ma mantenere un altro aspetto per ragioni estetiche. Hamaguchi ha citato proprio l’esempio di Cloud: si potrà volere un Cloud Mago nero, ma con il suo abito originale. Le skin potranno essere accumulate nel corso del gioco, così da permettere a ciascuno di scegliere il proprio look preferito senza rinunciare alla libertà strategica.
Il director ha inoltre ribadito che ogni personaggio avrà quattro costumi. Tradotto in termini di dotazione complessiva, il totale degli outfit disponibili sarà quindi pari al numero di membri del party moltiplicato per quattro.
Il principio alla base del FITS system sembra riflettersi anche nel modo in cui il team ha gestito le abilità sinergiche. Parlando dell’integrazione di Vincent e Cid nel party, Hamaguchi ha spiegato che, anche per le sinergie, gli sviluppatori non hanno ragionato in termini di attacchi “migliori” con una coppia di personaggi rispetto a un’altra. L’obiettivo era piuttosto permettere ai giocatori di scegliere liberamente le combinazioni che preferiscono, mantenendo quelle possibilità ugualmente disponibili.
Con l’ingresso di Cid e Vincent, questo lavoro di ampliamento delle sinergie ha rappresentato, dal punto di vista degli sviluppatori, un ulteriore terreno su cui migliorare il sistema già costruito in Rebirth.
Tra conferme e reticenze: i collegamenti con la Compilation of Final Fantasy VII
Nell’intervista concessa a RPG Site, Naoki Hamaguchi ha risposto anche ad alcune domande maggiormente legate alla storia e ai possibili collegamenti tra Final Fantasy VII Revelation e il resto della Compilation of Final Fantasy VII. Ne è emerso un quadro volutamente prudente: il director ha confermato alcuni elementi, ne ha esclusi altri e, su diversi punti, ha preferito lasciare che siano i giocatori a scoprire da soli quale forma prenderà il capitolo conclusivo della trilogia.
L’intervistatore è partito da una dichiarazione di Tetsuya Nomura del 2023, secondo cui il progetto di Final Fantasy VII Remake si sarebbe “collegato” ad Advent Children. Il riferimento è a un articolo del Guardian, nel quale il creative director, parlando delle possibili modifiche alla trama del gioco originale, dichiarò: «Se giocherete fino alla fine, la storia si collegherà [ad Advent Children], quindi non dovete preoccuparvi». Alla domanda se sia ancora così, e se i giocatori scopriranno in che modo avviene questo collegamento quando uscirà Revelation, Hamaguchi ha risposto: «Non credo che abbiamo mai dichiarato pubblicamente che sarà esattamente così», e ha invitato piuttosto i giocatori a provare Revelation e a scoprire da soli «quale sarà la conclusione di questo viaggio».
RPG Site ha poi spostato l’attenzione su una località meno discussa rispetto a Wutai e Rocket Town, ma comunque cara a una parte dei fan: Bone Village. In questo caso, la risposta di Hamaguchi è stata molto netta. «Il Bone Village in sé non è incluso», ha affermato, precisando che invece sarà possibile tornare a visitare Northwood e il Tempio degli Antichi.
Molto più aperta, invece, la risposta su Vincent Valentine. L’intervistatore ha ricordato che la sua storia, solo accennata nel Final Fantasy VII originale, è stata poi approfondita in titoli come Dirge of Cerberus, chiedendo se elementi legati a quella parte della Compilation saranno presenti anche in Revelation. Hamaguchi ha evitato di entrare troppo nel dettaglio, ma ha confermato l’intenzione generale del team: «Non possiamo ancora approfondire troppo la trama, ma pensando agli spin-off che hai citato, come Dirge of Cerberus, il nostro concetto generale per Revelation è quello di riprendere anche quelle storie». Da qui la promessa che personaggi come Vincent e Zack saranno approfonditi. «Non possiamo ancora dire quanto, ma…».
Di Zack, in realtà, sappiamo già che avrà un ruolo più importante in Revelation rispetto a quello avuto in Rebirth. Al tempo stesso, dalle precedenti interviste è emerso che alcune scelte narrative influenzeranno il modo in cui la storia si svolgerà. RPG Site ha quindi chiesto ad Hamaguchi se queste scelte interagiranno in qualche modo con il concetto delle diverse linee temporali introdotto in Rebirth.
Il director ha tenuto a chiarire anzitutto un punto: la conclusione del viaggio di Cloud e dei suoi compagni non verrà alterata dalle scelte del giocatore. «Detto questo, il tipo di conclusione a cui si giungerà non verrà modificato, e abbiamo accennato al fatto che il tema principale di questo titolo è “determinazione”», ha spiegato.
Più che cambiare il cuore della trama, le scelte saranno quindi legate alla determinazione che ogni personaggio porta dentro di sé mentre si avvia alla battaglia finale. Alcune decisioni potranno alterare ciò che il giocatore percepisce o comprende dei singoli personaggi, ma non saranno direttamente legate alla trama principale: riguarderanno piuttosto «ciò che vediamo e ciò che viviamo riguardo ai personaggi».
Il discorso si è poi spostato sui Turks e su Rufus Shinra. RPG Site ha ricordato che Hamaguchi, in altre interviste, aveva già parlato di un ruolo più importante per i Turks, e ha chiesto se anche Rufus farà parte di questo quadro, soprattutto alla luce delle rivelazioni viste alla fine di Rebirth.
Anche qui il director ha scelto di non svelare troppo. «Per quanto riguarda il coinvolgimento diretto di Rufus e il suo ruolo nella trama insieme ai Turks, vogliamo che siano i giocatori a scoprirlo da soli», ha spiegato. Allo stesso tempo, però, Hamaguchi ha confermato che Revelation porterà nuove rivelazioni sul rapporto tra Rufus e Glenn e sui legami con altre opere spin-off. Il gioco, ha aggiunto, sarà in questo senso una vera e propria “Revelation”: un capitolo pensato anche per permettere ai giocatori di comprendere meglio il mondo di Final Fantasy VII e le storie dei personaggi che lo abitano.
Alla domanda su quale eredità speri possa lasciare la trilogia una volta conclusa, Hamaguchi ha risposto richiamando proprio il legame con i personaggi. Final Fantasy VII ha un cast iconico e amatissimo, e molti fan si chiedono quale sarà il destino di certe figure. Ma ciò che il director desidera davvero è che, una volta completata la storia, i giocatori possano sentirsi felici di aver compiuto questo viaggio insieme a loro.
Sephiroth cambia voce inglese: arriva Travis Willingham
Final Fantasy VII Revelation vedrà anche un importante cambio nel cast inglese: Sephiroth avrà una nuova voce.
Ospite di una diretta di Maximilian Dood, Naoki Hamaguchi ha confermato che Tyler Hoechlin, doppiatore di Sephiroth in Final Fantasy VII Remake, Final Fantasy VII Rebirth e Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion, non tornerà nel ruolo per il capitolo conclusivo della trilogia a causa di non meglio precisati problemi di disponibilità.
Il celebre antagonista sarà interpretato da Travis Willingham, come confermato successivamente dallo stesso Willingham nonché da Square Enix.
Willingham è un veterano del doppiaggio videoludico e dell’animazione. È noto per aver prestato la voce a personaggi come Roy Mustang in Fullmetal Alchemist: Brotherhood, Portgas D. Ace in One Piece, Knuckles nella serie Sonic the Hedgehog, Guile in Street Fighter, Thor in diverse produzioni Marvel e Jaro Tapal in Star Wars Jedi: Fallen Order.
È inoltre uno dei membri fondatori di Critical Role, di cui è CEO, oltre a essere il marito di Laura Bailey e uno dei più stretti collaboratori creativi di Matthew Mercer, voce di Vincent Valentine in Final Fantasy VII Rebirth e Final Fantasy VII Revelation.
Lo sviluppo è avanzato: Revelation è già giocabile dall’inizio alla fine
Hamaguchi aveva dichiarato alcune settimane fa di aver già giocato a Revelation una quarantina di volte. Recentemente, gli è stato chiesto se il gioco sia già arrivato a uno stato in cui è possibile completarlo interamente e la risposta è stata sì: il gioco è già giocabile dall’inizio alla fine, inclusi i contenuti secondari. Ci sono ancora alcune parti in cui asset 3D e simili sono provvisori, e il team sta continuando a lavorare per sostituirli, ma la struttura complessiva è ormai percorribile.
In questo momento, ha spiegato Hamaguchi, gli sviluppatori stanno bilanciando il tutto giocando loro stessi. La fase attuale è quella della rifinitura quotidiana degli ultimi dettagli, con l’obiettivo di rilasciare il gioco nella primavera del prossimo anno, in contemporanea mondiale e su più piattaforme.
Al director è stato chiesto quindi se, essendo il gioco già giocabile dall’inizio alla fine, esista la possibilità di vedere una demo giocabile in eventi come il Tokyo Game Show (17-21 settembre 2026). Hamaguchi ha risposto che piani concreti non sono ancora stati definiti, ma che il team sta valutando se non sia possibile farlo provare a tutti più o meno in quel periodo.
Revelation, リベレーション e il possibile doppio significato
Parliamo infine di un dettaglio curioso legato al titolo del gioco.
In giapponese, Revelation viene spesso trascritto come レベレーション, cioè rebērēshon, ma può anche essere reso come リベレーション, ribērēshon. Per Final Fantasy VII Revelation, Square Enix ha scelto ufficialmente proprio quest’ultima forma, リベレーション.
Questa scelta è interessante perché リベレーション può rendere revelation, ma coincide anche con la trascrizione di liberation, cioè “liberazione”.
Il titolo giapponese lascia quindi spazio a una possibile ambiguità: da un lato “rivelazione”, dall’altro “liberazione”.
Il collegamento biblico è altrettanto interessante. In inglese, Revelation è il nome dell’ultimo libro della Bibbia, che in italiano conosciamo soprattutto come Apocalisse, ma anche come Libro della Rivelazione. Il primo libro, invece, si intitola… Genesis (Genesi).
Per una serie che ha già giocato più volte con concetti come destino, fine del mondo, ritorno, rinascita e ciclicità, non è difficile capire perché un titolo del genere possa caricarsi di più significati. Revelation può indicare la rivelazione della verità, la conclusione del viaggio, l’apocalisse che incombe sul Pianeta, ma anche una possibile liberazione: dei personaggi, del mondo, o forse dello stesso Final Fantasy VII dal destino che conoscevamo.
In questo senso, il titolo sembra funzionare perfettamente come sintesi del capitolo conclusivo. Dopo Remake e Rebirth, Revelation promette di mostrare ciò che è rimasto nascosto, sciogliere i nodi lasciati in sospeso e dare finalmente una forma definitiva alla rilettura moderna di Final Fantasy VII.
Zell
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