«Quando iniziammo a lavorare a Final Fantasy VII fui molto felice all’inizio: “Siamo veramente liberi adesso, possiamo utilizzare della musica prodotta come si deve in uno studio”. Feci qualche esperimento per vedere come avrebbe funzionato il tutto. Fu presto evidente, tuttavia, che ad una maggiore qualità della musica corrispondevano maggiori tempi di caricamento. Mi sembrò un problema tutt’altro che trascurabile per un videogioco: non puoi costringere i giocatori a subire attese interminabili per il caricamento delle scene. Perciò, decisi di trattenermi e di utilizzare il generatore di suoni interno alla PlayStation anziché riprodurre musica registrata.
Quando vidi il gioco completo, tuttavia, mi resi conto di quanto fosse curata e dettagliata la grafica e di quanto questo avesse inciso comunque sui tempi di caricamento. Perciò mi chiesi: “Perché devo essere io a scendere a compromessi quando gli altri non lo fanno?”. Ecco perché, con Final Fantasy VIII, usai un’orchestra e un coro per il brano d’apertura del gioco [risata]. Era giusto dare priorità alla qualità del suono a discapito del gameplay? Ebbene, nemmeno ora sono certo sia la scelta più saggia per un’azienda di videogiochi».
~ Nobuo Uematsu

[EDGE Magazine, #314, gennaio 2018]