In alcune delle ultime interviste, Naoki Hamaguchi ha fornito nuovi dettagli su uno dei momenti narrativi più attesi di Final Fantasy VII Revelation, quello in cui Cloud dovrà ritrovare se stesso dopo l’avvelenamento da mako, confermando che Zack avrà un ruolo ancora più importante proprio in quella parte della storia.
Intervistato da Deadline, il director ha spiegato che il team ha dedicato particolare attenzione al ritmo con cui verranno costruite la crisi di Cloud e la sua successiva ripresa. Nella porzione del gioco mostrata alla stampa, ambientata nel Capitolo 4, Cloud è già debilitato dall’avvelenamento da mako e si trova separato dal resto del gruppo insieme a Tifa.
Hamaguchi non ha voluto anticipare in che modo avverrà la sua guarigione, ma ha indicato proprio il percorso attraverso il quale Cloud riuscirà a ritrovare se stesso e recuperare la propria lucidità come una delle parti della storia alle quali il team ha dedicato maggiore cura. Il director ha inoltre ricordato le impressioni di alcuni doppiatori sulla scena, descritta come particolarmente intensa sul piano emotivo, riportando le parole degli interpreti inglesi: «Se non avete pianto in Rebirth, piangerete in Revelation».
Ulteriori dettagli sono arrivati da un’intervista concessa a VICE. Hamaguchi ha parlato del momento di introspezione nel quale Cloud dovrà confrontarsi con la propria identità, senza però spiegare in che modo questa parte differirà rispetto a quanto raccontato nel Final Fantasy VII originale. Ha invece confermato un elemento importante: Zack sarà ancora più centrale in quella specifica parte della storia.
Nel gioco del 1997 Zack aveva un ruolo fondamentale nella ricostruzione dei ricordi di Cloud, ma la trilogia Remake ha ampliato notevolmente la sua presenza. Il personaggio è comparso in maniera significativa sia in Remake sia in Rebirth e, secondo Hamaguchi, avrà un peso ancora maggiore nel capitolo conclusivo.
Lo stesso director ha ribadito il concetto parlando con Deadline, definendo Zack una presenza di grande importanza nel finale della trilogia. Hamaguchi ha spiegato anche che il personaggio continuerà ad avere una funzione simile a quella svolta in Rebirth, contribuendo a mostrare al giocatore cosa sta accadendo senza fornire necessariamente spiegazioni dirette. Proprio il modo in cui Zack è coinvolto nei fenomeni metafisici introdotti dalla trilogia ha richiesto particolare attenzione da parte degli sceneggiatori, per evitare di rivelare troppo prima del momento opportuno.
Aerith e il finale della trilogia
Tra gli altri argomenti affrontati nelle interviste c’è naturalmente Aerith. Intervistato da GamesRadar+, Hamaguchi è stato incalzato su quanto accaduto al personaggio nel finale di Final Fantasy VII Rebirth. Dopo che l’intervistatore James Daly gli ha detto di essere ancora dispiaciuto per quanto successo, il director ha risposto ridendo: «Spero però che abbiate delle aspettative su quale sarà l’esito finale e che attendiate con interesse di scoprire cosa sia successo davvero». Subito dopo, sempre ridendo, ha aggiunto: «Mi dispiace!».
L’argomento è tornato verso la fine dell’intervista. Hamaguchi, dopo un’altra risata, ha invitato i giocatori a vivere direttamente gli eventi conclusivi di Revelation: «Insomma, davvero, dovete vivere in prima persona ciò che accade proprio alla fine. Potreste cambiare idea».
Il director ha parlato anche della direzione generale scelta per la trilogia. Nell’intervista a IGN Japan, Hamaguchi ha spiegato che la direzione narrativa del progetto era stata sostanzialmente stabilita fin dalle sue fasi iniziali, prima ancora che i giochi venissero realizzati.
«Per quanto riguarda cosa volevamo esprimere con la trilogia e quale direzione volevamo darle, era già deciso nella fase iniziale», ha spiegato Hamaguchi. Il director ha quindi affrontato una domanda ricorrente sul possibile intervento delle reazioni dei giocatori sulla storia: «Ci viene spesso chiesto: “State cambiando il finale mentre lo sviluppate, guardando alle reazioni degli utenti?”. Per quanto riguarda lo scenario, fondamentalmente stiamo seguendo la direzione che avevamo delineato all’inizio».
All’interno del gruppo creativo, tuttavia, esistevano sensibilità differenti. Hamaguchi ha raccontato che Yoshinori Kitase era favorevole a lasciare maggiore libertà ai nuovi creatori, mentre lui e Tetsuya Nomura avevano una posizione più vicina al rispetto dell’opera originale.
«Io e Nomura siamo relativamente vicini nel pensiero: riteniamo che, pur rispettando l’originale, se vogliamo cambiarlo dobbiamo essere molto cauti su quanto spingerci oltre, a meno che non ci sia una motivazione convincente per il cambiamento e che la spiegazione per gli utenti sia coerente – ha spiegato il director –. Dato che io e Nomura avevamo idee simili, siamo arrivati alla forma attuale di Remake e Rebirth. Quanto questo porterà infine a Revelation è qualcosa che vorrei lasciarvi scoprire».
Hamaguchi ha inoltre chiarito che, per il momento, il team non sta pensando a cosa verrà dopo la conclusione della trilogia. «Quello che continuo a dire al team è di non pensare, per ora, a cosa faremo con il franchise o con la storia di “VII” in futuro», ha spiegato. Secondo il director, iniziare a ragionare troppo presto su ciò che verrà dopo potrebbe portare a trattenere elementi o a non dare tutto nel capitolo conclusivo.
«Per ora voglio semplicemente che ci concentriamo su Revelation e che diamo il massimo», ha aggiunto Hamaguchi, sottolineando che eventuali progetti futuri potranno essere valutati successivamente, anche sulla base di ciò che i fan chiederanno.
Quattro idee per i DLC
Un approccio analogo sembra aver guidato anche le decisioni sui DLC. Parlando con Kotaku, Hamaguchi ha rivelato che durante lo sviluppo erano state prese in considerazione quattro idee differenti per contenuti aggiuntivi, prima di arrivare ai due DLC annunciati, dedicati rispettivamente a Vincent e ai Turks e a Sephiroth.
Il director ha raccontato di essersi affezionato particolarmente a Vincent durante lo sviluppo, al punto da sapere che il personaggio avrebbe dovuto avere un proprio DLC quando la selezione delle idee si è ristretta.
«Quando guardi Vincent, il personaggio e il suo passato, in precedenza faceva parte dei Turks. È anche un dipendente della Shinra. Come hai detto, ha inoltre questo rapporto con Sephiroth. Quindi, sotto questo aspetto, potreste vedere momenti della storia che mostrano questo tipo di legame che ha con personaggi diversi», ha spiegato Hamaguchi.
Il director ha poi aggiunto: «Una cosa che posso dire è che, in qualità di director della trilogia, durante lo sviluppo di Revelation sento di aver conosciuto Vincent più a fondo come personaggio. Sento di essermi innamorato ancora di più di lui. E penso che anche i fan di Vincent potranno condividere questa esperienza».
I DLC, tuttavia, non modificheranno il finale di Revelation. Hamaguchi ha infatti precisato che il capitolo conclusivo porterà la trilogia remake «a una conclusione chiara» e che «questo non cambierà».
Il director ha spiegato che la priorità è stata invece mantenere le risorse concentrate sul gioco principale. «Pensavo che la priorità assoluta fosse pubblicare il gioco principale il più rapidamente possibile, quindi realizzare molti DLC avrebbe inevitabilmente disperso le risorse – ha raccontato a IGN Japan –. Anche se ci sono fan che vogliono i DLC, considerando lo svantaggio di ritardare Revelation, ho pensato che fosse meglio investire le risorse nel gioco principale».
Hamaguchi si è comunque detto molto favorevole all’idea di realizzare contenuti aggiuntivi, in particolare «storie spin-off che raccontino personaggi specifici e vicende che non erano state rappresentate».
Un riferimento sempre meno necessario all’originale
Nella stessa direzione va anche quanto Hamaguchi ha raccontato a Game Rant riguardo al rapporto con il Final Fantasy VII originale durante lo sviluppo della trilogia.
Nelle prime fasi del progetto, il team aveva realizzato un video che raccoglieva una singola partita completa del gioco originale e lo aveva condiviso con gli sviluppatori, così da poterlo consultare frequentemente come riferimento. Con il passaggio a Rebirth e poi a Revelation, però, questa pratica è progressivamente diminuita.
«È interessante, perché mi hai fatto guardare tutto questo da una prospettiva leggermente diversa – ha commentato Hamaguchi –. Abbiamo avuto con noi circa il 90% del team di sviluppo per tutti e tre i giochi. Penso che abbiano costruito quella conoscenza e quella comprensione, e che l’abbiano assimilata completamente. Come ho detto, fanno molto meno riferimento a quel video della partita originale perché ormai conoscono tutto e capiscono cos’è il gioco».
Con Final Fantasy VII Revelation, dunque, il team sta lavorando alla conclusione di un progetto iniziato oltre dieci anni fa, facendo sempre più affidamento sulla conoscenza maturata internamente durante lo sviluppo dei tre capitoli. E, almeno secondo Hamaguchi, la direzione narrativa stabilita all’inizio del progetto è rimasta il punto di riferimento fino a questo momento.
Zell
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