Le vendite di Final Fantasy XVI, Foamstars e Final Fantasy VII Rebirth sono state inferiori alle aspettative, secondo quanto dichiarato dal presidente di Square Enix, Takashi Kiryu, agli analisti. Un’ammissione che, unitamente all’annuncio di un piano di riorganizzazione pluriennale, ha portato a un calo delle azioni di Square Enix Holdings del 16%: il maggiore degli ultimi 13 anni, ha osservato Bloomberg.
La società spera ora di registrare un reddito operativo di 40 miliardi di yen per l’anno fiscale in corso, inferiore alla stima di 57 miliardi di yen che era stata formulata degli azionisti. Anche le previsioni riguardanti le vendite e i divedendi sono al di sotto delle attese.

Secondo quanto riferito da Takashi Mochizuki di Bloomberg, durante una riunione con gli azionisti il presidente Kiryu ha chiarito che le vendite di Final Fantasy XVI sono rientrate nell’intervallo previsto subito dopo la pubblicazione del titolo. Tuttavia, in seguito non hanno mantenuto lo slancio previsto, mancando l’obiettivo per il trimestre fiscale. Quanto a Final Fantasy VII Rebirth e Foamstars, nessuno dei due giochi ha rispettato le attese iniziali in termini i vendite. Mentre di FFXVI sappiamo che ha venduto almeno 3 milioni di copie (ma il dato risale alla fine di giugno 2023), Square Enix non ha condiviso i risultati di vendita di Rebirth e Foamstars. D’altro canto, la società ha voluto sottolineare che il fatto di non aver divulgato i dati in questione «non significa necessariamente che le vendite siano state negative». Tornando a FFXVI, Square Enix prevede che i target di vendita possano essere raggiunti entro il periodo di 18 mesi previsto originariamente e a tale scopo sta mettendo in campo diverse misure.

La società ha riorganizzato la divisione sviluppo in cinque studi di giochi per console e uno studio di giochi per smartphone. L’obiettivo è cambiare il precedente atteggiamento dell’azienda, «troppo legata alla creatività di ogni singolo individuo», superare la “silo syndrome” e passare a un sistema che ponga maggiore enfasi sull’armonia con la gestione organizzativa.

La reazione degli investitori è stata di forte vendita di azioni (scese al limite di negoziazione giornaliera). È sorta la preoccupazione che le pipeline (i processi di creazione di un videogioco dall’ideazione alla pubblicazione) siano divenute troppo vuote e che non ci siano grandi titoli in grado di risollevare i risultati dell’azienda nei prossimi due anni.

Per concludere con una nota positiva, in un post su X, Mochizuki ha voluto rassicurare i fan di Dragon Quest circa lo sviluppo del dodicesimo capitolo. «So che qualcuno era preoccupato per lo stato di Dragon Quest XII dopo l’annuncio relativo alla svalutazione, quindi apprezzo molto che Square Enix mi abbia rilasciato un commento per dire che la produzione del gioco è viva», ha scritto.