«Per ogni nuovo Final Fantasy mi viene chiesto di creare un’immagine soffusa da utilizzare come logo dietro al titolo del gioco. Realizzo questi disegni come se si trattasse di immagini complete, di opere d’arte dotate di una loro dignità. Per alcuni giochi si tratta di disegnare un personaggio, ma per Final Fantasy VII si trattò di disegnare una meteora. Fu molto difficile [risata]. Non so dirvi quante volte dovetti disegnare quella meteora».
~Yoshitaka Amano

«Final Fantasy VII rappresentò un punto di svolta per la serie. Fino ad allora lo stile visivo era sempre stato basato sui manga, mentre decidemmo di optare per un approccio più realistico. Vi furono discussioni molto accese, ma alla fine, ritengo, prendemmo la decisione giusta. Mise la serie su dei binari che non vennero più abbandonati. Senza quel passaggio, penso che Final Fantasy XIV e XV sarebbero stati giochi molto diversi. Dopo l’uscita di Final Fantasy VII, la nostra rivalità con Dragon Quest cambiò di colpo. Non ci sembravano più dei concorrenti. Ormai eravamo concentrati sul competere con i giochi occidentali».
~Yoshinori Kitase

«Non fui coinvolto direttamente nello sviluppo di Final Fantasy VII. Lasciai che fosse un altro team a svilupparlo e lasciai che facesse ciò che riteneva opportuno, in modo da portare il gioco verso la direzione che volevano».
~Hironobu Sakaguchi

[EDGE Magazine, #314, gennaio 2018]