«Entrai a far parte di Square in qualità di tester per Final Fantasy IV. La prima volta che sentii parlare della serie fu nel periodo in cui lavoravo part-time in un negozio di giocattoli mentre frequentavo le scuole superiori. I ragazzini delle scuole medie che venivano nel negozio erano entusiasti di questo gioco chiamato Final Fantasy e me lo mostrarono sul televisore del negozio. In origine il mio piano era quello di dedicarmi al design pubblicitario, ma all’epoca in cui frequentavo il college trovai su una rivista un annuncio di lavoro da parte di Square. L’annuncio era accompagnato da un’illustrazione di Yoshitaka Amano. Ricordai che il mio insegnante d’arte delle superiori mi aveva suggerito di seguire le orme di Amano, perciò decisi di fare domanda per quel lavoro. Mia nonna mi diceva che all’inizio di qualsiasi lavoro non si riesce mai a fare esattamente ciò che si vorrebbe, perciò pensai che nel frattempo un lavoro in cui il mio compito sarebbe stato semplicemente quello di adattare l’arte di Amano ai videogiochi sarebbe andato più che bene.
La prima volta che incontrai Sakaguchi fu per il mio colloquio di lavoro. Mi sorprese il fatto che a farmi il colloquio era una persona così importante, che avevo già visto sulle riviste. Non appena fui assunto da Square, spedii a Sakaguchi un blocco contenente schizzi dei miei mostri e dei miei personaggi. Ricordo che guardò alcuni dei personaggi femminili che avevo disegnato e disse: “Questo è il tipo di ragazze che ti piacciono, eh?”. Quelle furono le prime parole che mi rivolse. All’epoca ricoprivo una posizione talmente subalterna che non possedevo una mia scrivania. Entrai in azienda insieme ad altri tre, perciò dovemmo condividere una scrivania e un PC in quattro. Quando mi unii al team lo sviluppo di Final Fantasy IV era già in stato avanzato, perciò non trovai bug evidenti. In pratica era già possibile giocare normalmente al gioco».
~ Tetsuya Nomura

[EDGE Magazine, #314, gennaio 2018]