Ai Game Awards 2025, andati in scena nella notte al Peacock Theater di Los Angeles, Tomb Raider è tornato al centro della scena con un annuncio che ha sorpreso pubblico e addetti ai lavori: non uno, ma due nuovi capitoli dedicati a Lara Croft. Crystal Dynamics ha infatti presentato Tomb Raider: Catalyst, nuovo episodio principale della serie previsto per il 2027, e Tomb Raider: Legacy of Atlantis, una rivisitazione completa dell’avventura originale del 1996, in arrivo nel 2026 in occasione del trentesimo anniversario del franchise.

L’applauso della platea ha accompagnato due trailer piuttosto diversi per tono e ambizione, ma uniti da una strategia chiara: rilanciare Tomb Raider parlando sia ai fan storici sia a una nuova generazione di giocatori.

Oltre la Survivor Trilogy

L’ultima apparizione di Lara Croft risale al 2018, con Shadow of the Tomb Raider, capitolo conclusivo della cosiddetta “Survivor Trilogy”, con Square Enix come publisher. Un arco narrativo iniziato nel 2013 e che aveva mostrato una Lara giovane, fragile e costretta a diventare un’eroina attraverso il trauma e la sofferenza. Una scelta narrativa apprezzata da molti, ma mai completamente digerita da una parte del pubblico storico, che da anni chiede il ritorno dell’avventuriera sicura di sé, ironica e iconica degli anni Novanta.

È proprio in questo spazio che si inserisce Tomb Raider: Catalyst. Come spiegato da Scot Amos, storico volto di Crystal Dynamics, «Catalyst è il capitolo successivo: tutto il resto è storia passata». Una dichiarazione che chiarisce l’intento del progetto: portare Lara Croft oltre il racconto di formazione, mostrandola finalmente all’apice della sua “carriera”.

Tomb Raider: Catalyst, l’India e una Lara matura

Ambientato nel Nord dell’India, Tomb Raider: Catalyst è descritto come il capitolo più vasto mai realizzato dalla serie. Un cataclisma mitologico ha risvegliato antiche forze guardiane, attirando nella regione i più famigerati cacciatori di tesori del mondo. Lara si ritrova così coinvolta in una corsa contro il tempo per scoprire la verità sepolta sotto un territorio frammentato e impedire che un potere ancestrale venga usato per riscrivere il futuro.

Secondo Will Kerslake, game director del progetto, la scelta dell’India non è casuale: «È una terra ricca di storia e miti, un luogo che i fan chiedevano da tempo e che implora di essere esplorato». Il gioco, sviluppato con Unreal Engine 5, promette grandi spazi aperti, tombe complesse, enigmi articolati e un forte accento sulla libertà di esplorazione, supportata da un equipaggiamento tecnologico ampiamente personalizzabile.

Dal punto di vista narrativo, Crystal Dynamics insiste su un punto chiave: Catalyst sarà un’avventura autonoma, pensata anche come punto d’ingresso per chi non ha mai giocato un Tomb Raider. Nessun “compito a casa”, nonostante i collegamenti temporali con Tomb Raider: Underworld (2008), che fungerà da riferimento cronologico, mentre la trilogia reboot verrà considerata come una storia di origine.

Legacy of Atlantis: più di un remake

Se Catalyst guarda al futuro, Tomb Raider: Legacy of Atlantis affonda le mani nella memoria collettiva. Sviluppato da Flying Wild Hog in collaborazione con Crystal Dynamics, il progetto non viene mai definito remake o remastered, ma una vera e propria “reimmaginazione” del primo Tomb Raider.

Lara tornerà a esplorare luoghi iconici come il Perù, la Grecia, l’Egitto e una misteriosa isola mediterranea, alla ricerca dei frammenti dello Scion, affrontando trappole mortali, predatori letali e ambienti ostili. Il tutto con un design di gioco moderno, ma rispettoso del DNA originale di Core Design.

«Vogliamo che il gioco trasmetta le stesse sensazioni del 1996 – spiega Amos –, ma che venga giocato come un titolo del 2026». Questo significa enigmi complessi, difficoltà calibrata ma non semplificata e un sistema di combattimento ed esplorazione completamente ricostruito. I momenti iconici – dalle trappole improvvise ai celebri dinosauri – non mancheranno.

Bonus

Nel frattempo, emergono anche i primi dettagli sui contenuti bonus legati a Tomb Raider: Legacy of Atlantis. Collegando il proprio account Amazon Games iD a Steam, PlayStation Network o Xbox, sarà possibile ottenere l’outfit esclusivo Mediterranean Wetsuit, un abito aggiuntivo che sarà disponibile all’interno del gioco al momento del lancio.

Un piccolo incentivo pensato per rafforzare la sinergia con Amazon Games, partner strategico del nuovo corso del franchise.

Unreal Engine 5, Amazon Games e un universo condiviso

Entrambi i titoli saranno realizzati con Unreal Engine 5, segnando l’abbandono definitivo delle tecnologie proprietarie utilizzate in passato. Una scelta che, secondo Crystal Dynamics, permetterà una maggiore flessibilità produttiva e una resa visiva all’altezza delle ambizioni del progetto.

Fondamentale anche il ruolo di Amazon Games, non solo come partner editoriale ma come parte attiva nella definizione del nuovo corso del franchise. Un’alleanza che si inserisce in una strategia più ampia, che include anche la serie TV live action prodotta da Amazon MGM Studios, con Phoebe Waller-Bridge come showrunner e Sophie Turner nel ruolo di Lara Croft.

Una sola voce per due Lara

A unire Catalyst e Legacy of Atlantis c’è la scelta dell’attrice Alix Wilton Regan, che doppierà Lara Croft in entrambi i giochi. Una decisione presa per garantire continuità e coerenza, nonostante la differente età del personaggio nei due titoli. Regan, già nota per ruoli in Dragon Age, Cyberpunk 2077 e Mass Effect, è chiamata a incarnare una Lara sicura, complessa e finalmente consapevole della propria leggenda.

Accanto all’entusiasmo per il ritorno di Lara Croft, non sono mancate però le prime polemiche, emerse a poche ore dagli annunci ufficiali. È stato infatti confermato che né Tomb Raider: Catalyst né Tomb Raider: Legacy of Atlantis saranno doppiati in italiano. La nostra lingua sarà presente nei sottotitoli, ma non nel comparto vocale.

Una scelta che non riguarda solo il mercato italiano: anche lo spagnolo europeo e il polacco saranno limitati ai sottotitoli, mentre il doppiaggio spagnolo sarà disponibile esclusivamente nella variante latinoamericana, evidentemente ritenuta più rilevante dal punto di vista commerciale.

Da questa decisione è nata una mobilitazione spontanea dei fan, culminata in alcune petizioni online. In Italia, come riportato dal portale Multiplayer, alcuni fan avrebbero contattato Elda Olivieri, storica doppiatrice italiana di Lara Croft, che si sarebbe detta entusiasta all’idea di tornare a interpretare il personaggio. Sarebbe stata proprio lei a suggerire l’avvio di una raccolta firme. La petizione, intitolata “Elda Olivieri voce di Lara Croft in Tomb Raider: Legacy of Atlantis / Tomb Raider: Catalyst”, è stata lanciata da Alessia Specchio e punta esplicitamente a riportare Olivieri dietro al microfono. Nel testo si legge: «In Italia, questa eroina ha avuto una voce inconfondibile che l’ha accompagnata nei suoi anni più gloriosi. Elda Olivieri, con il suo talento e la sua passione, ha dato vita al personaggio di Lara Croft. Nel cambiare la voce di Lara si perde non solo una parte della sua storia, ma anche il legame emotivo che milioni di giocatori hanno costruito nel tempo».

Quando arrivano

  • Tomb Raider: Legacy of Atlantis – 2026, su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S

  • Tomb Raider: Catalyst – 2027, sulle stesse piattaforme

Due giochi, due anime, una sola icona. A quasi trent’anni dal suo debutto, Lara Croft è cresciuta, cambiata, discussa e reinventata più volte. Eppure, a giudicare da questa doppia operazione, non ha alcuna intenzione di fermarsi.