Omnia Crystallis
FFVII Revelation, News

I DLC di Final Fantasy VII Revelation sono stati decisi solo di recente: cosa sappiamo

Final Fantasy VII Revelation sarà il capitolo conclusivo della trilogia remake, ma non rappresenterà la fine dei contenuti legati al progetto Remake. Square Enix ha infatti annunciato due DLC narrativi, dedicati rispettivamente a Sephiroth e a Vincent (più i Turks), che saranno pubblicati dopo il lancio del gioco: il primo è previsto per l’inverno 2027, mentre il secondo arriverà nella primavera 2028.

Le due espansioni saranno comprese nel Pass espansione storia e potranno essere acquistate anche separatamente dopo le rispettive pubblicazioni. Le finestre indicate da Square Enix restano comunque soggette a possibili modifiche.

Al di là di queste prime indicazioni, le informazioni ufficiali sono ancora limitate. Square Enix non ha chiarito quanto saranno estesi i due DLC, quali personaggi saranno effettivamente controllabili né, soprattutto, quale rapporto avranno con la struttura di Revelation: potrebbero essere pensati come campagne separate, sul modello di INTERmission, oppure integrati in modo diverso all’interno dell’avventura principale.

Parlando con RPG Site durante il PAX West, Naoki Hamaguchi ha spiegato che il team non ha ancora definito questi aspetti. «Al momento non abbiamo pianificato dettagli di questo genere per i due DLC della storia che abbiamo annunciato di recente», ha dichiarato il director , sottolineando come si tratti di «sviluppi molto recenti».

Resta aperto anche un altro interrogativo importante: quando saranno ambientate le due storie? Prima degli eventi di Revelation, parallelamente alla vicenda principale oppure in un altro momento della cronologia? Su questo fronte Hamaguchi non ha voluto fornire indicazioni precise, ma ha offerto qualche elemento utile per capire quale sarà l’obiettivo dei nuovi contenuti.

Due DLC pensati per approfondire Sephiroth e Vincent

In un’intervista concessa a VGC, Hamaguchi ha invitato a considerare i nuovi DLC alla luce di quanto Square Enix aveva già fatto con Episode INTERmission, l’espansione di Final Fantasy VII Remake Intergrade dedicata a Yuffie. «È meglio immaginare i DLC come ciò che abbiamo fatto con INTERmission: andare più a fondo nei personaggi di Vincent e Sephiroth», ha spiegato il director.

Il paragone, almeno per il momento, non riguarda necessariamente la struttura dei contenuti. Poiché Hamaguchi ha precisato che non è stato ancora deciso se i DLC saranno veri e propri episodi separati, l’analogia riguarda soprattutto la loro funzione narrativa: utilizzare storie complementari per approfondire personaggi che nel gioco principale devono necessariamente condividere lo spazio con il resto del cast.

Quando VGC gli ha chiesto se le due vicende saranno ambientate nel passato o nel presente, Hamaguchi ha preferito non rispondere: «Per quanto riguarda il fatto che queste storie si svolgano nel passato o nel presente, non ve lo dirò adesso, ma siamo entusiasti di poterlo rivelare».

«Dobbiamo continuare a correre»

I due DLC, del resto, non sono stati concepiti fin dall’inizio insieme a Revelation. La decisione di realizzarli è arrivata solo negli ultimissimi mesi, in particolare a seguito delle reazioni suscitate dalla presentazione del gioco al Summer Game Fest.

Lo stesso Hamaguchi ha raccontato che, dopo l’annuncio di Final Fantasy VII Revelation dello scorso giugno, Square Enix ha ricevuto numerose domande da parte di fan e media sul futuro del progetto: «Dopo aver presentato il titolo al Summer Game Fest di quest’anno, molti dei commenti ricorrenti che abbiamo ricevuto, sia dai fan sia dai media, erano del tipo: “È triste pensare che Revelation sarà l’ultimo capitolo della trilogia. Ci sono piani per realizzare dei DLC?”. Abbiamo ricevuto moltissimi commenti e domande di questo tipo. In origine non avevamo deciso di realizzare questi due DLC della storia per Revelation: abbiamo preso questa decisione soltanto di recente. Qualsiasi cosa vada oltre questi due DLC della storia, al momento, non fa assolutamente parte dei nostri piani, perché anche adesso tutta la nostra attenzione è concentrata sul proseguimento dello sviluppo del gioco principale. Questa è la nostra priorità assoluta in questo momento. Al momento non abbiamo davvero la possibilità di pensare a eventuali DLC oltre a questi due DLC narrativi».

Un’ulteriore indicazione è arrivata da una video-intervista di Shacknews, che ha toccato il tema dei dodici anni di lavoro sul progetto Remake. Alla domanda se, dopo aver trascorso una parte così consistente della propria carriera sulla trilogia, potrà finalmente concedersi una vacanza dopo l’uscita di Revelation il prossimo aprile, Hamaguchi ha risposto ridendo: «Chiedo scusa al team di sviluppo, ma dopo che avremo finito questo progetto avremo ancora i DLC da realizzare e li abbiamo già annunciati, quindi dobbiamo continuare a correre».

Il director ha ribadito anche che, da qui all’uscita di Revelation, l’attenzione del team resterà concentrata sul completamento e sull’affinamento del gioco principale.

Il finale di Revelation non dipenderà dai DLC

Un altro punto importante riguarda il rapporto tra le espansioni e la conclusione della trilogia. In un’intervista con DualShockers, Hamaguchi ha chiarito che Final Fantasy VII Revelation è stato concepito per raccontare e concludere autonomamente la propria storia: non sarà necessario acquistare o giocare i DLC per vivere pienamente la storia raccontata da Revelation.

«I DLC – ha sottolineato il director – riguardano essenzialmente la possibilità di conoscere meglio i personaggi di Vincent e Sephiroth. I giocatori potrebbero arrivare a vedere questi personaggi sotto una luce diversa dopo aver giocato questi DLC, ma non sono mai stati concepiti con l’intento di riscrivere il finale o di fare in modo che le persone vedano il finale in maniera diversa».

In altre parole, le espansioni non saranno necessarie per comprendere la conclusione di Revelation né avranno il compito di modificarne retroattivamente il significato.

Quanto è necessario conoscere il Final Fantasy VII originale?

Le interviste recenti con Hamaguchi hanno fatto emergere anche un altro tema interessante: quanto sia importante conoscere il Final Fantasy VII del 1997 per comprendere la trilogia remake.

Parlando con GamesRadar+, il director ha affrontato la questione se sia consigliabile giocare prima il titolo del 1997. Secondo Hamaguchi non esiste una risposta univoca: chi suggerisce ai nuovi giocatori di conoscere l’originale prima della trilogia remake «non si sbaglia affatto», perché «la trama del Final Fantasy VII originale è molto presente all’interno della storia e della narrazione della serie Remake in quanto elemento del mondo».

Conoscere il gioco originale può quindi aiutare a riconoscere ciò che nella nuova trilogia viene modificato o sembra destinato a cambiare. Hamaguchi lo ha spiegato così: «Se conoscete quella storia originale e riuscite a cogliere ciò che sta cambiando o che sembra destinato a cambiare, vi divertirete di più. E riuscirete a ricavarne qualcosa in più».

Allo stesso tempo, però, la trilogia è stata progettata anche per accogliere giocatori completamente nuovi: «La trilogia Remake è stata concepita in modo tale che anche chi non ha giocato l’originale possa iniziare da uno qualsiasi dei suoi capitoli e vivere comunque un’esperienza davvero fantastica».

Hamaguchi ha osservato inoltre che, per alcuni giocatori, potrebbe persino essere preferibile scoprire Final Fantasy VII per la prima volta attraverso la nuova trilogia, proprio grazie alla tecnologia moderna e alla maggiore resa visiva: «Si potrebbe anche guardare la questione dal punto di vista opposto e dire che, per una ragione diversa, potrebbe essere meglio iniziare dalla serie Remake».

Il director ha proseguito spiegando che la tecnologia utilizzata nei nuovi giochi e il loro «splendore grafico» potrebbero rendere più immediato l’impatto emotivo di determinate scene rispetto all’originale, soprattutto per chi non ha mai vissuto prima quella storia. «In questo senso, si potrebbe sostenere che affrontare Final Fantasy VII senza alcuna conoscenza precedente sia meglio. Lo si sta vivendo per la prima volta con questo moderno splendore grafico. Potrebbe essere anche questo un modo migliore per farlo. Quindi credo che, in definitiva, dipenda dalle preferenze delle persone. Non è una questione così netta, in un senso o nell’altro».

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