Omnia Crystallis
FFVII Rebirth, News

Final Fantasy VII Rebirth: negli USA i giocatori sono quasi tutti over 30

Un dato particolarmente interessante emerge dall’analisi del pubblico di Final Fantasy VII Rebirth negli Stati Uniti. Secondo il report PlayerPulse della società di ricerca Circana, infatti, la maggior parte dei giocatori appartiene a una fascia d’età più adulta, confermando una tendenza che negli ultimi anni si è fatta sempre più evidente, e non solo oltreoceano.

A condividere le statistiche è stato Mat Piscatella, Senior Director e Video Game Industry Advisor della società, con queste parole:

«Secondo il PlayerPulse di Circana, il 62% dei giocatori statunitensi di Final Fantasy VII Rebirth ha 35 anni o più. Il dato sale al 77% se si considera la fascia dai 30 anni in su».

Numeri che delineano con chiarezza un fenomeno: la fanbase di Final Fantasy sta progressivamente invecchiando, restando fortemente legata a chi ha vissuto la serie fin dalle sue origini o nel suo periodo d’oro tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila.

Non si tratta, però, soltanto di una fotografia statistica. Recentemente, Naoki Yoshida – producer di Final Fantasy XIV e Final Fantasy XVI – ha affrontato apertamente il tema, riflettendo sulle difficoltà della serie nel coinvolgere le nuove generazioni. Nella serie di interviste dedicate a Dissidia Duellum Final Fantasy, il producer ha offerto una lettura onesta della situazione:

«La serie Final Fantasy ha una storia incredibilmente lunga. Io oggi ho 53 anni e gioco sin dal primo Final Fantasy in tempo reale. Ma per le generazioni più giovani – persone cresciute naturalmente abituate a sistemi di combattimento action e al gioco competitivo online – gli episodi più recenti potrebbero essere stati più difficili da approcciare».

Per Yoshida, una delle cause principali risiede anche nel ritmo con cui i giochi della serie sono arrivati sul mercato negli ultimi anni:

«In parte questo è dovuto semplicemente al fatto che, mi dispiace dirlo… gli intervalli tra l’uscita di nuovi titoli si sono allungati, quindi alcuni giocatori non hanno davvero avuto l’opportunità di entrare in contatto con la serie come è successo ai fan più di vecchia data».

In questo contesto, Square Enix guarda anche a nuove strategie per ampliare il proprio pubblico. Titoli mobile come Dissidia Duellum Final Fantasy rappresentano un possibile punto di ingresso per nuovi giocatori, soprattutto più giovani, intercettandoli su piattaforme e modalità di fruizione più vicine alle loro abitudini.

Lo stesso Yoshida ha espresso chiaramente questa speranza:

«Spero che sia i fan di lunga data di Final Fantasy sia coloro che amano semplicemente i personaggi possano godersi questo titolo come un’esperienza completamente nuova. Soprattutto per i giocatori più giovani: se questo diventasse un luogo in cui creare una community, entusiasmarsi insieme e persino scoprire il mondo più ampio di Final Fantasy, sarebbe fantastico».

Un ruolo centrale, in quest’ottica, lo gioca proprio la componente “social”:

«Dato che il gioco integra un sistema ispirato ai social media, spero davvero che giocatori di tutte le età e provenienze lo utilizzino per costruire una community ancora più grande e vivace».

Le parole di Yoshida mettono quindi in evidenza una sfida cruciale per il futuro del franchise: trovare un equilibrio tra l’eredità storica di Final Fantasy e le aspettative di un pubblico moderno, spesso più orientato verso gameplay dinamici, esperienze condivise online e strutture pensate per trattenere il giocatore nel tempo.

I dati di Circana e le riflessioni interne a Square Enix raccontano una realtà piuttosto chiara: Final Fantasy resta un punto di riferimento per milioni di appassionati, ma il suo futuro passerà anche dalla capacità di parlare alle nuove generazioni senza perdere la propria identità. Quanto spazio c’è per inseguire le abitudini contemporanee senza snaturare la serie? Square Enix dovrebbe puntare a ricostruire un ricambio generazionale o accettare che oggi Final Fantasy sia diventato un franchise principalmente “adulto”, destinato principalmente a chi già lo conosce?

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