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25° di FFIX: Aoki e i retroscena, dal nome di Vivi a “Not Alone”

Kazuhiko Aoki, event designer di Final Fantasy IX e autore del recente libro illustrato dedicato a Vivi, ha condiviso numerosi retroscena e curiosità in una intervista concessa a Famitsu lo scorso luglio e pubblicata oggi sul web dalla testata giapponese. Un’occasione preziosa per riscoprire come uno degli episodi più amati della serie sia nato tra limiti tecnici, intuizioni creative e una sorprendente sintonia tra i team.

Uno sviluppo condizionato dai limiti tecnici

Aoki ha svelato che lo sviluppo di Final Fantasy IX fu profondamente condizionato dai vincoli di spazio dei CD-ROM. La gestione della memoria era talmente critica che, per evitare continui cambi di disco nel quarto CD, il team fu costretto a sigillare l’accesso ad alcuni dungeon e a tagliare mappe già previste.

Edizione originale giapponese di Final Fantasy IX.

Ogni filmato doveva essere pianificato con estrema precisione: la sua durata veniva stabilita al secondo, prima ancora che fosse realizzato. Come ricorda Aoki, «musica e video divorano memoria», e bastava un singolo filmato in più per mandare in crisi l’equilibrio complessivo dei dati.

Il Cristallo: cuore tematico, presenza “tardiva”

Il Cristallo rappresentava un pilastro concettuale fin dalle prime fasi di progettazione. Tuttavia, nel gioco finale, la sua importanza emerge in modo chiaro solo nelle fasi conclusive. Aoki ha ammesso che, col senno di poi, avrebbe voluto anticiparne i segnali narrativi, suggerendone l’esistenza già all’inizio dell’avventura.

Nella sua visione, infatti, il mondo di FFIX nasce dal declino del Cristallo di Tera: un’idea forte a livello simbolico che, per ragioni di struttura e ritmo, non riuscì a emergere pienamente durante le prime ore di gioco.

Ritorno alle origini, ma senza forzature

Final Fantasy IX fu concepito come un ritorno alle origini della serie, ma senza indulgere in una nostalgia fine a sé stessa. Gli omaggi ai capitoli classici venivano mantenuti solo se coerenti con la storia: se un riferimento non funzionava a livello narrativo o pratico, veniva semplicemente scartato.

Una filosofia flessibile, che privilegiava la coerenza del mondo di gioco rispetto al fan service e che ha contribuito a rendere FFIX un episodio fortemente identitario.

Eventi e battaglie: poca comunicazione, grande sintonia

Un aspetto sorprendente emerso dall’intervista riguarda il rapporto tra team eventi e team battle: i due gruppi comunicavano pochissimo tra loro. Eppure, condividevano una profonda comprensione della storia e dei personaggi.

L’esempio più emblematico è Vivi. Durante le battaglie contro i maghi neri o Brahne, il personaggio non assume la posa di vittoria. Non si trattò di una richiesta del team eventi, ma di una scelta autonoma del team battle, convinto che Vivi non avrebbe mai “festeggiato” in una situazione del genere.

“Not Alone”: quando la musica guida la narrazione

Uno dei momenti più emblematici di Final Fantasy IX – la sequenza accompagnata da “Not Alone” – nacque in modo atipico. Il brano, composto da Nobuo Uematsu, non fu scritto per una scena specifica: nacque liberamente, senza un contesto preciso.

Fu proprio la musica a ispirare la costruzione dell’evento narrativo, ovvero il momento in cui Gidan si sente abbandonato e viene sostenuto dai suoi compagni. La forza emotiva del brano guidò la messa in scena, trasformando la sequenza in uno dei passaggi più amati e ricordati dell’intero gioco.

Il libro illustrato su Vivi: un racconto per vecchie e nuove generazioni

In occasione del 25° anniversario del gioco, è stato pubblicato lo scorso luglio un libro illustrato dedicato a Vivi, scritto dallo stesso Aoki e pensato per un pubblico molto ampio: fan storici, nuovi lettori e bambini che non hanno mai giocato a Final Fantasy IX.

Il volume, intitolato in Giappone「ビビとおじいちゃんと旅立ちの日に」(Vivi e il nonno il giorno della partenza), arriverà anche in Occidente con il titolo ufficiale “Final Fantasy IX Picture Book: Vivi and Grandpa’s Memories for the Sky”. Il libro, già preordinabile, uscirà nel corso del prossimo anno.

L’origine del nome Vivi

Nel libro viene svelata l’origine del nome Vivi, un dettaglio rimasto volutamente ambiguo per 25 anni. Per evitare contraddizioni con il canone, Aoki ha discusso l’idea direttamente con Hironobu Sakaguchi, che l’ha approvata con entusiasmo.

Una delle illustrazioni di Toshiyuki Itahana contenute nel libro ビビとおじいちゃんと旅立ちの日に.

Il nome nasce da un desiderio di nonno Quan: nel libro si gioca sulla numerazione dei maghi neri. Vivi è la versione VI (6), ma Quan sperava che crescesse fino a 6 piedi e 6 pollici: VIVI. Essendo ancora piccolo, è attualmente “IVIV” (4 piedi e 4 pollici), ma il nome rappresenta un augurio di crescita futura.

Una piccola riscrittura del canone

Aoki ha anche ammesso di aver modificato consapevolmente un evento canonico. Nel gioco (e nel volume Final Fantasy IX Ultimania pubblicato in Giappone nel 2002) si afferma che Vivi ha ottenuto il biglietto per lo spettacolo di Alexandria a Toleno. Nel libro, invece, è nonno Quan a lasciarglielo in dono.

Una scelta deliberata: Aoki ha ritenuto questa versione molto più potente a livello emotivo per suggellare il legame tra i due.

Un’ultima curiosità dagli anni alle Hawaii

Tra gli aneddoti più curiosi, Aoki ha ricordato che, durante l’ultimo periodo di sviluppo del gioco alle Hawaii, il team rischiò di non ricevere i kit di sviluppo della PlayStation 2, necessari per testare la retrocompatibilità di FFIX. Il motivo? La CPU della console era considerata talmente potente da essere soggetta a restrizioni all’esportazione per possibili usi militari.

Final Fantasy IX ha festeggiato quest’anno il suo 25° anniversario. Pubblicato in Giappone da Squaresoft nel 2000, arrivò un anno dopo in Europa. Spalmato su quattro CD, fu l’ultimo capitolo della serie realizzato per la prima PlayStation.

Oggi il titolo può essere giocato su PlayStation 4 e PlayStation 5, Xbox One e Series X|S, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2, PC (Steam e Microsoft Store) e dispositivi mobile (iOS e Android).

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