Omnia Crystallis
FFVII Revelation, News

Final Fantasy VII Revelation approfondirà il passato di Vincent

Durante lo showcase FYNG alla gamescom, il director Naoki Hamaguchi ha condiviso nuovi dettagli su Final Fantasy VII Revelation, tornando anche su alcuni aspetti già discussi in precedenti interviste. Tra gli spunti più interessanti emersi dall’intervento ci sono però alcune dichiarazioni dedicate a Vincent Valentine, che offrono nuovi dettagli sul passato del personaggio e sul modo in cui verrà reinterpretato nel sistema di combattimento del terzo capitolo della trilogia.

«Penso davvero che Vincent sia un personaggio molto popolare tra i fan – ha dichiarato Hamaguchi –. So che i fan di Vincent vogliono scoprire molto di più sul suo personaggio, su chi sia e su quale sia il suo passato».

Il director ha quindi evidenziato una differenza rispetto a Yuffie, l’altro personaggio opzionale dell’originale Final Fantasy VII. «Penso che una cosa interessante di Vincent sia che, a differenza dell’altro personaggio opzionale, Yuffie, la sua città natale, il luogo da cui proviene, non sia mai stata effettivamente mostrata nell’originale Final Fantasy VII». Parole che lasciano aperta la possibilità che Revelation possa mostrare qualcosa in più sulle origini di Vincent e sui luoghi legati al suo passato.

Più esplicita ancora la promessa di nuove rivelazioni sulla storia del personaggio e sul periodo trascorso nei Turks. «Vincent, ovviamente, è un ex membro dei Turks. Le persone conoscono alcuni aspetti del suo passato, ma vi assicuro che in Revelation andremo ancora più a fondo nella sua storia e ci saranno nuove rivelazioni su ciò che ha fatto in passato e su ciò che lo ha reso il personaggio che è, aspetti che le persone non hanno mai visto prima».

Hamaguchi ha poi aggiunto: «Per chi vuole approfondire ancora di più Vincent Valentine e vedere di più di questo personaggio, credo davvero che abbiamo portato il gioco esattamente nella direzione giusta, e non vedo l’ora che le persone possano vivere questa esperienza».

Hamaguchi si è soffermato anche sul sistema di combattimento di Vincent, dicendosi particolarmente soddisfatto del lavoro svolto dal team. Una delle differenze più importanti rispetto al Final Fantasy VII originale riguarda proprio le sue trasformazioni. Nel gioco del 1997 erano legate alle Limit Break: Vincent assumeva una delle sue forme mostruose e, a quel punto, non poteva più essere controllato direttamente dal giocatore. In Final Fantasy VII Revelation, invece, questa caratteristica diventerà parte integrante del suo normale sistema di combattimento. Controllando Vincent sarà possibile passare liberamente dalla forma umana, incentrata sull’utilizzo della sua arma da fuoco e sugli attacchi dalla distanza, alla Beast Mode, maggiormente orientata al combattimento ravvicinato, per poi tornare nuovamente al suo stile normale.

Il giocatore potrà quindi alternare i due approcci durante lo scontro in base alla situazione. Hamaguchi si è detto così soddisfatto del risultato da scherzare sul fatto che Vincent potrebbe risultare talmente divertente da utilizzare da spingere i giocatori a non voler più smettere di giocare nei suoi panni.

Il director ha comunque invitato i giocatori a dare una possibilità anche a Cid, che ha descritto come lo specialista del combattimento aereo del gruppo, particolarmente efficace nelle combo in aria e nell’affrontare i nemici volanti.

Alla domanda su quale fosse il suo personaggio preferito, Hamaguchi ha spiegato di apprezzare l’intero cast, pur ammettendo di tenere spesso Vincent e Yuffie nel proprio party per le loro caratteristiche in battaglia.

Wutai, Rocket Town e nuovi contenuti per la storia

Hamaguchi ha parlato anche del lavoro svolto sulla storia di Final Fantasy VII Revelation, spiegando che il team ha ampliato diversi elementi dell’originale e aggiunto numerosi contenuti inediti.

Uno degli aspetti che riceveranno maggiore spazio sarà il conflitto tra Shinra e Wutai, che permetterà di approfondire ulteriormente anche Yuffie e la sua storia. Wutai avrà infatti un peso narrativo maggiore rispetto al gioco originale.

Rocket Town, come è noto, avrà una collocazione diversa rispetto a quella del gioco originale. Nel Final Fantasy VII del 1997, la località viene raggiunta già nel primo disco, mentre nella trilogia Remake farà il suo debutto soltanto in Revelation, il terzo capitolo. Hamaguchi aveva già spiegato che il team aveva inizialmente previsto di inserire Rocket Town in Rebirth, ma ha poi deciso di spostarla nel terzo capitolo, dove la sua storia verrà affrontata nella seconda metà del gioco.

A questi elementi si aggiungeranno contenuti completamente nuovi, pensati anche per sorprendere i giocatori che conoscono già molto bene gli eventi del titolo del 1997. Hamaguchi ha sottolineato come il team sia particolarmente curioso di vedere le reazioni dei fan alle novità introdotte e al materiale inedito aggiunto rispetto all’originale.

Tra le altre cose, il director ha inoltre ribadito una delle scelte alla base della struttura dell’intera trilogia: sebbene la storia sia concepita come un unico racconto che prosegue da un capitolo all’altro, ciascun gioco è stato progettato per offrire anche un’esperienza di gameplay autonoma: «Una delle cose che mi sono prefissato per l’intera serie Remake, in termini di equilibrio, è stata proprio questa: ovviamente la storia è collegata e prosegue attraverso i vari capitoli, e deve essere così. Per quanto riguarda invece l’esperienza di gioco, volevo assicurarmi che ciascun titolo funzionasse anche come esperienza standalone».

Secondo Hamaguchi, questo principio ha portato il team a non optare per il trasferimento diretto tra un capitolo e l’altro dei progressi del giocatore, come abilità, equipaggiamento e livello dei personaggi. L’obiettivo era invece permettere a ogni episodio di introdurre ed evolvere nuovi sistemi, meccaniche e sfide, senza limitarsi a proseguire quelli del capitolo precedente: «Non volevamo semplicemente avere una continuazione della storia con gli stessi sistemi e le stesse meccaniche che passavano da un gioco all’altro. Con ciascun titolo della serie vogliamo ampliare ed evolvere l’esperienza, aggiungendo nuove sfide, meccaniche e sistemi. Per questo abbiamo deciso di non avere un trasferimento diretto dei progressi e di strutturare ogni gioco in modo che il giocatore possa affrontare il nuovo sistema fin dall’inizio, impararlo e divertirsi con esso come esperienza autonoma. Riteniamo che fosse la decisione giusta per avere un nuovo grande gioco con ogni episodio».

Esiste tuttavia un piccolo omaggio all’idea originale di trasferire i progressi da un capitolo al successivo. I personaggi non ripartono infatti dallo stesso livello in ogni episodio: il loro livello iniziale è approssimativamente quello che avrebbero raggiunto a quel punto della storia nell’originale Final Fantasy VII.

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