Dopo l’annuncio durante il Nintendo Direct, Square Enix ha condiviso numerosi dettagli su Final Fantasy Resonance, il nuovo RPG HD-2D che rielabora l’universo di Final Fantasy Brave Exvius per console e PC. Attraverso una serie di interviste con il producer Keisuke Nakashima, il director Hiroto Furuya, il battle director Takashi Shiraga e l’art director Masahiro Saito, emergono chiaramente le ambizioni del progetto: creare un nuovo Final Fantasy pensato per chi continua ad amare l’epoca classica della serie.
Un Final Fantasy per chi è rimasto legato all’era SNES
Secondo Nakashima, l’idea alla base del progetto nasce da una constatazione molto semplice. Sebbene Final Fantasy Brave Exvius abbia conquistato milioni di giocatori, esistono ancora molte persone che amano Final Fantasy ma non giocano su smartphone.
A questo si aggiunge un’altra considerazione: oggi la serie principale è associata soprattutto ai capitoli tridimensionali, ma esiste ancora una vasta fetta di pubblico profondamente legata ai Final Fantasy in pixel art. Da qui è nata la volontà di immaginare come si sarebbe evoluta la serie se, dopo FFVI, avesse continuato a svilupparsi seguendo quella direzione artistica. È proprio questo il concetto che ha guidato l’intero sviluppo di Final Fantasy Resonance.
Anche Tomoya Asano, executive producer del progetto e figura di riferimento del Creative Studio 5 di Square Enix, ha voluto chiarire la natura dell’opera in un messaggio trasmesso durante una live dedicata a Final Fantasy Resonance. Secondo Asano, il gioco «non è un semplice porting» di Final Fantasy Brave Exvius, bensì «una vera e propria ricostruzione». L’executive producer ha inoltre sottolineato come il team abbia voluto sperimentare nuove forme di rappresentazione attraverso la pixel art e l’HD-2D, definendo il risultato finale come un prodotto di cui gli sviluppatori sono particolarmente soddisfatti.
Un progetto nato nel 2020 e sviluppato per quattro anni
L’idea originale risale a prima del 2020, quando Nakashima presentò per la prima volta il progetto all’interno di Square Enix. Da allora il team ha trascorso diversi anni a definire la direzione artistica e tecnica del titolo, valutando anche soluzioni alternative all’HD-2D.
Lo sviluppo vero e proprio è durato circa quattro anni, con un team paragonabile per dimensioni a quello impiegato per gli altri progetti HD-2D della società.
Curiosamente, Final Fantasy Resonance debutterà il 22 ottobre 2026, esattamente undici anni dopo il lancio giapponese di Final Fantasy Brave Exvius (22 ottobre 2015). Nakashima ha però spiegato, ridendo, che si tratta soltanto di una coincidenza.
Una ricostruzione totale
Pur prendendo come base narrativa Final Fantasy Brave Exvius, il nuovo progetto è stato quasi completamente ricostruito da zero.
Nakashima ha spiegato che il team ha rivisto in maniera radicale lo scenario generale, il ritmo della narrazione e la struttura stessa dell’avventura per adattarla a un RPG console tradizionale. Tuttavia, gli sviluppatori erano consapevoli di non poter compromettere ciò che aveva reso speciale l’opera originale.
Per questo motivo sono stati mantenuti i personaggi principali, le fondamenta della storia e numerosi elementi iconici di Brave Exvius. Anche molti nomi di abilità ed equipaggiamenti sono stati ereditati dal gioco mobile, pur essendo stati completamente ribilanciati e ricostruiti per adattarsi ai nuovi sistemi.
Lo stesso world-building è stato oggetto di una profonda revisione. Nakashima ha ammesso che la costruzione dell’universo di Brave Exvius non era particolarmente solida nelle sue fasi iniziali; questo ha costretto il team a investire molto tempo per rafforzare la coerenza dell’ambientazione e rendere il mondo credibile come quello di un tradizionale Final Fantasy per console.
Nuove storie e approfondimenti sui personaggi
Tra le novità più importanti ci saranno numerosi contenuti narrativi aggiuntivi.
La storia approfondirà aspetti del passato dei protagonisti principali che non erano mai stati raccontati in Brave Exvius e includerà anche episodi dedicati a personaggi secondari dell’opera originale.
Saranno inoltre presenti missioni secondarie pensate per approfondire la personalità di Rain e degli altri protagonisti, contribuendo a rafforzare il coinvolgimento del giocatore nel mondo di gioco.
Il significato di “Resonance”
Il titolo stesso racchiude uno dei temi centrali dell’opera. Secondo Nakashima, il termine “Resonance” fa riferimento innanzitutto alla risonanza con i cristalli, elemento fondamentale del sistema di combattimento. Attraverso questa connessione i protagonisti ottengono nuovi poteri e possono liberare le devastanti tecniche speciali chiamate appunto “Resonance”.
Ma il concetto ha anche un’importanza narrativa. Nella storia, infatti, sono le emozioni e le volontà dei personaggi del passato e del presente a entrare in risonanza tra loro, diventando uno dei temi principali dell’intera avventura.
Anche Naoki Yoshida ha contribuito con alcuni consigli
Durante lo sviluppo il team ha ricevuto feedback da diversi creatori coinvolti nei capitoli principali della serie.
Tra questi figura anche Naoki Yoshida, producer di Final Fantasy XIV e Final Fantasy XVI, che ha avuto modo di osservare il progetto e fornire consigli e suggerimenti agli sviluppatori.
Secondo Nakashima, il sostegno ricevuto internamente da Square Enix è stato particolarmente importante per portare avanti una visione così particolare del franchise.
World Map, aeronavi e spirito classico
Uno degli obiettivi principali era ricreare il senso di avventura tipico dei vecchi Final Fantasy.
Per questo motivo il team ha deciso fin dall’inizio che sarebbero stati indispensabili sia una vera World Map esplorabile, sia la possibilità di viaggiare attraverso il mondo a bordo di un’aeronave.
Furuya ha spiegato che questi elementi erano considerati irrinunciabili perché rappresentano una parte fondamentale dell’esperienza vissuta dai giocatori nell’epoca di FFVI.
Saranno presenti anche navi per attraversare i continenti e numerose aree raggiungibili soltanto dopo aver ottenuto l’aeronave.
Le Vision dei protagonisti della serie
Una delle componenti più importanti di Final Fantasy Resonance è rappresentata dalle Vision.
I protagonisti dei sedici capitoli numerati della serie appariranno sotto forma di Vision. Per quanto riguarda gli MMORPG, Square Enix ha scelto Shantotto come rappresentante di Final Fantasy XI e Y’shtola per Final Fantasy XIV.
Le Vision si ottengono attraverso diversi canali: alcune vengono acquisite tramite quest e missioni secondarie, altre in luoghi specifici legati a un altro mondo, e altre ancora come ricompense ottenibili in battaglia. Nel corso della demo, gli sviluppatori citano anche il santuario della luce (光の祠) come uno degli esempi di contesto in cui si entra in contatto con le Vision.
Gli sviluppatori hanno spiegato che questa soluzione si è resa necessaria per trasformare il vecchio sistema gacha di Brave Exvius in una struttura più adatta a un RPG console tradizionale.
Tutte le Vision saranno ottenibili semplicemente giocando: non esisteranno Vision distribuite tramite DLC.
Un battle system ispirato a FFV e FFVI
Il sistema di combattimento è stato completamente ridisegnato. L’obiettivo del team era combinare la profondità strategica dei classici Final Fantasy con una maggiore immediatezza. La progressione dei personaggi si basa su un sistema che richiama da vicino il job system di Final Fantasy V, permettendo di equipaggiare e combinare abilità differenti.
Per evitare però che tutti i personaggi finissero per diventare identici, ogni membro del gruppo possiede tecniche esclusive e caratteristiche uniche, seguendo una filosofia più vicina a Final Fantasy VI.
Le battaglie ruotano attorno alle meccaniche di Break e Full Break, culminando nell’utilizzo delle spettacolari tecniche Resonance.
Nessun Auto Battle, ma aumento della velocità
Una scelta che potrebbe far discutere riguarda l’assenza dell’Auto Battle. Il team ha rivelato di aver sperimentato inizialmente un sistema automatico, ma di averlo successivamente eliminato. Secondo gli sviluppatori, la presenza dell’Auto Battle avrebbe ridotto la necessità di riflettere sulle build e sulle strategie, impoverendo l’esperienza.
Per rendere l’esperienza più moderna e scorrevole, il team ha previsto però opzioni come l’aumento della velocità di gioco.
Difficoltà pensata per ricordare i Final Fantasy su Super Nintendo
Saranno disponibili diversi livelli di difficoltà. La modalità Casual ridurrà statistiche e danni inflitti dai nemici, permettendo anche ai meno esperti di concentrarsi sulla storia. La modalità Normal, invece, è stata calibrata per evocare la sensazione dei Final Fantasy dell’era Super Nintendo, offrendo un livello di sfida significativo ma accessibile.
Una campagna da 30-40 ore e numerosi contenuti opzionali
Per completare la sola storia principale saranno necessarie circa 30-40 ore, mentre chi vorrà esplorare ogni attività e completare il gioco al 100% potrà facilmente superare le 60-80 ore.
Le missioni secondarie saranno circa 30-40 e comprenderanno sia episodi dedicati ai personaggi sia attività più leggere, come enigmi e minigiochi.
Gli sviluppatori hanno confermato la presenza di numerosi contenuti endgame e attività opzionali avanzate pensate per chi desidera continuare a esplorare il sistema di gioco anche dopo la conclusione della storia principale.
Esper nascosti nei dungeon opzionali
Anche gli Esper torneranno in grande stile.
Le invocazioni più potenti non verranno ottenute automaticamente durante la storia principale, ma saranno custodite in dungeon opzionali che ospiteranno alcuni dei combattimenti più difficili dell’intero gioco.
Tutto è stato riadattato per il formato console
Nakashima ha sottolineato che praticamente ogni elemento dell’esperienza è stato ripensato. Storia, sistema di combattimento, frequenza degli incontri casuali, velocità di movimento, dimensioni dei dungeon e progressione generale sono stati ricalibrati per funzionare come un RPG console moderno anziché come un titolo mobile.
Dalle CG di Brave Exvius alle nuove Resonance
Le spettacolari sequenze Resonance associate ai personaggi storici della serie, come Cloud, utilizzano come base le CG già presenti in Brave Exvius. La conversione si è però rivelata molto più complessa del previsto. Gli sviluppatori hanno spiegato che adattare materiali pensati per uno schermo verticale a una presentazione orizzontale ha richiesto tempo, costi e un notevole lavoro tecnico.
Doppiaggio e “Cinematic Pixel”
Tutti i dialoghi della storia principale saranno doppiati.
Sul fronte visivo, il team definisce il proprio approccio alla resa in pixel art con il termine “Cinematic Pixel” (シネマティックピクセル), invitando in particolare a prestare attenzione all’opening movie, dove questa direzione espressiva risulta più evidente.
L’obiettivo era ricreare quella sensazione di meraviglia che i giocatori provarono vedendo per la prima volta i momenti più iconici dei vecchi Final Fantasy, sfruttando però strumenti moderni, movimenti di camera avanzati e una regia molto più ambiziosa rispetto a quella normalmente associata ai giochi in pixel art.
In conclusione, Final Fantasy Resonance è visto dal team di sviluppo come una nuova sfida: riportare il fascino dei FF a turni in pixel art senza rinunciare alla sensazione di “sorpresa” che per loro definisce la serie. Se manterrà le promesse, sarà un esperimento interessante anche oltre il legame con Brave Exvius.
