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Square Enix migliora i profitti, ma Jacob Navok attacca: «Le IP stanno invecchiando»

Square Enix Holdings ha pubblicato i risultati finanziari consolidati relativi all’esercizio fiscale terminato il 31 marzo 2026, mostrando un quadro fatto di ricavi in calo ma redditività in forte crescita. Numeri che il management interpreta come la conferma dei progressi del piano triennale “Square Enix Reboots and Awakens”, basato su razionalizzazione, multipiattaforma e valorizzazione a lungo termine delle IP. Una lettura che però non convince Jacob Navok, ex dirigente del gruppo e oggi CEO di Genvid, autore di un duro thread pubblicato su X nei giorni successivi alla diffusione dei risultati.

Nel periodo aprile 2025-marzo 2026, Square Enix ha registrato vendite nette pari a 297,6 miliardi di yen, in calo dell’8,3% rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, però, la società ha migliorato sensibilmente la redditività: l’utile operativo è cresciuto del 34,9% raggiungendo 54,7 miliardi di yen, mentre l’utile ordinario è salito a 64,4 miliardi (+57,5%). Anche il margine operativo è aumentato in maniera significativa, passando dal 12,5% al 18,4%.

Nel segmento Digital Entertainment, il gruppo continua a portare avanti la strategia di transizione “from quantity to quality”, puntando su un approccio più selettivo allo sviluppo e su titoli con maggiore potenziale di lungo periodo.

L’area HD Games ha registrato una crescita sia dei ricavi sia della redditività grazie alle buone performance di titoli come Final Fantasy Tactics – The Ivalice Chronicles, Dragon Quest I & II HD-2D Remake e Dragon Quest VII Reimagined. L’utile operativo della divisione HD è infatti salito a 14,1 miliardi di yen, contro i 3,3 miliardi dell’anno precedente.
Particolarmente significativo è anche l’aumento delle vendite dei titoli a catalogo, che hanno raggiunto 19,1 milioni di unità, in crescita costante negli ultimi tre esercizi grazie all’espansione della strategia multipiattaforma e alla maggiore attenzione verso le vendite digitali.

Il segmento MMO ha invece registrato un fisiologico rallentamento dopo il forte contributo dell’espansione Final Fantasy XIV: Dawntrail nell’esercizio precedente. Ricavi e utile operativo sono diminuiti rispettivamente a 41 miliardi e 15,1 miliardi di yen, pur restando su livelli ancora molto elevati. La società ha inoltre confermato il proseguimento del supporto live ai principali MMO e l’arrivo della nuova espansione Evercold di FFXIV a gennaio 2027.

Nel settore Smart Devices/PC Browser, i ricavi hanno continuato a diminuire a causa della debolezza di alcuni titoli esistenti, ma la redditività è migliorata sensibilmente grazie all’ottimizzazione dei costi operativi e alla diversificazione dei metodi di pagamento. Il margine operativo del segmento mobile è infatti cresciuto fino al 25%.

Andamento generalmente positivo anche negli altri segmenti del gruppo:

Dal punto di vista patrimoniale, Square Enix continua a presentare una situazione estremamente solida. A fine marzo 2026 il gruppo disponeva di oltre 276 miliardi di yen di liquidità e mezzi equivalenti, con un equity ratio vicino all’80%. La generazione di cassa operativa è ulteriormente migliorata, con cash flow superiore a 51 miliardi di yen: una struttura finanziaria che garantisce al gruppo una buona flessibilità operativa e una significativa capacità di assorbimento di eventuali fasi di mercato meno favorevoli.

Il management ha fornito anche un aggiornamento sullo stato di avanzamento del piano triennale “Square Enix Reboots and Awakens”, confermando la volontà di trasformare progressivamente il gruppo in una realtà meno dipendente dai grandi lanci e più focalizzata sulla valorizzazione continuativa delle proprie IP.
Tra gli elementi chiave della strategia emergono:

Per l’anno fiscale che terminerà a marzo 2027, Square Enix prevede ricavi sostanzialmente stabili, pari cioè a 298 miliardi di yen. La società stima invece un temporaneo calo dell’utile operativo a 49 miliardi di yen, pur mantenendo livelli di redditività storicamente elevati.

Navok: «Square Enix continua a vivere dei suoi asset storici»

Jacob Navok

Tuttavia, secondo Jacob Navok – che già lo scorso novembre aveva duramente criticato la strategia del gruppo – gli ultimi risultati mostrerebbero una società ancora troppo dipendente dal proprio passato e priva di una risposta concreta ai cambiamenti dell’industria.

«Rispetto a concorrenti come Capcom e Konami, i risultati di Square Enix sono imbarazzanti», scrive, sottolineando come le vendite risultino in calo e le previsioni per il nuovo anno fiscale sostanzialmente piatte.

Pur riconoscendo il miglioramento dei profitti, Navok sostiene che l’incremento derivi soprattutto da fattori contingenti più che da una reale crescita strutturale. Nel suo thread cita la riduzione delle svalutazioni rispetto all’anno precedente, il contributo del catalogo storico e la crescita del segmento licensing/IP, che ipotizza possa essere legata anche alla collaborazione con Magic: The Gathering.

Per l’ex dirigente, però, il nodo principale resta un altro: «La compagnia continua a vivere dei suoi asset storici». E aggiunge che, osservando bilancio e andamento delle spese operative, vedrebbe «pochi segnali di investimenti significativi in nuove iniziative».

Secondo Navok, il problema più grave riguarda il progressivo invecchiamento delle proprietà intellettuali del gruppo e l’assenza di una strategia chiara per rinnovarne il pubblico.

«Le IP di Square Enix stanno rapidamente invecchiando e non è stato presentato alcun piano concreto per affrontare la questione».

Navok paragona più volte Square Enix a Capcom, indicando Resident Evil come esempio di franchise capace di continuare ad attirare nuove generazioni grazie a un mix di identità visiva, presenza cross-mediale e capacità di reinventarsi.

Parte della riflessione ruota attorno all’assenza delle IP Square Enix dagli spazi digitali frequentati dal pubblico più giovane.

Un altro punto centrale del thread riguarda il marketing. Navok sostiene che Square Enix continui ad affrontarlo in modo troppo tradizionale rispetto a un’industria ormai guidata da creator, community e viralità social.

Secondo lui, una strategia moderna dovrebbe integrare influencer, TikTok, YouTube, Discord, Reddit e collaborazioni cross-media capaci di rendere nuovamente le IP culturalmente rilevanti.

«Bisogna affrontare una domanda fondamentale: perché adolescenti e ventenni dovrebbero interessarsi alle vostre IP?».

«Final Fantasy non è “cool” da molto tempo, e non c’è nulla nel piano strategico che mi faccia pensare che questo cambierà», afferma ancora.

Navok cita anche esempi di partnership che, a suo avviso, potrebbero aiutare il brand a raggiungere un nuovo pubblico, immaginando collaborazioni con Fortnite, Roblox o persino iniziative legate al fenomeno K-Pop Demon Hunters.

Navok sostiene che uno dei grandi errori strategici del gruppo sia stato non aver sviluppato internamente qualcosa di simile a Genshin Impact.

«Due anni fa dissi che uno dei più grandi errori di Square Enix era stato lasciare che miHoYo realizzasse Genshin Impact invece di farlo lei stessa».

Secondo l’ex dirigente, Square Enix avrebbe avuto le competenze necessarie per costruire un ecosistema live service moderno, anche grazie all’esperienza accumulata con Final Fantasy XI e soprattutto Final Fantasy XIV.

Navok immagina addirittura una piattaforma free-to-play costruita sulla base tecnica di FFXIV, con eventi regolari, collaborazioni continue e un approccio “Elseworlds” capace di mescolare differenti universi narrativi.

«Square Enix ha una grande esperienza nei live service, ma è così abituata a essere lenta da non riuscire quasi a immaginare cosa significhi muoversi rapidamente», afferma.

Tra i passaggi più discussi del thread ci sono anche le osservazioni sulla presentazione strategica diffusa dalla società. Navok critica in particolare alcune delle iniziative mostrate nella sezione dedicata al rafforzamento dei “punti di contatto” con i clienti, che includevano merchandising e progetti editoriali molto distanti dall’immagine tradizionale del brand.

L’ex dirigente interpreta queste iniziative come il simbolo di una strategia poco ambiziosa rispetto alle sfide che Square Enix dovrebbe affrontare per rilanciare le proprie IP su scala globale.

«Dov’è finita l’ambizione?», si chiede, citando l’assenza di produzioni televisive di grande portata o di una presenza significativa nei grandi parchi a tema internazionali.

La parte finale del thread è dedicata all’intelligenza artificiale, tema che Navok considera centrale per il futuro dell’industria.

Secondo lui, Square Enix starebbe sottovalutando il potenziale dell’IA limitandosi a considerarla uno strumento interno di supporto allo sviluppo, senza affrontarne le implicazioni creative e strategiche: «L’intelligenza artificiale è la più grande opportunità per Square Enix degli ultimi decenni».

Navok immagina un futuro dominato da esperienze generate tramite prompt e contenuti creati direttamente dagli utenti, in una direzione simile a quella verso cui si starebbero muovendo aziende come Roblox o Google.

Per questo motivo sostiene che Square Enix dovrebbe stringere accordi con le società che sviluppano modelli IA e permettere ai giocatori di creare esperienze basate sulle proprie IP.

«Non sto dicendo di realizzare Final Fantasy XVIII con l’IA – precisa –. Sto dicendo che il gaming basato sui prompt sarà il futuro dello user generated content: puoi cavalcare quello tsunami e ampliare il tuo pubblico, oppure esserne travolto».

Il thread si chiude con un ultimo messaggio rivolto direttamente al management della compagnia:

«Il tempo per Square Enix sta scadendo. Eppure il management sembra chiedere pazienza proprio nel periodo di maggiore cambiamento tecnologico nella storia del settore. Dov’è il senso d’urgenza che questa azienda merita?».

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