Omnia Crystallis
FFVII Rebirth, News

Final Fantasy VII Remake, il gran finale prende forma: Hamaguchi tra DLC, anniversario e Knights of the Round

Nel corso di una recente intervista concessa a ntower, Naoki Hamaguchi ha offerto numerosi spunti sul presente e sul futuro del progetto Final Fantasy VII Remake, chiarendo in particolare le scelte legate ai contenuti aggiuntivi, al terzo capitolo della trilogia e al delicato equilibrio tra nostalgia e innovazione.

Uno dei punti più rilevanti riguarda la decisione di non sviluppare un DLC narrativo per Final Fantasy VII Rebirth. Il team, come confermato dal director, aveva preso seriamente in considerazione l’idea fino alle fasi immediatamente precedenti alla pianificazione del titolo: «Per quanto riguarda FFVII Rebirth, abbiamo seriamente preso in considerazione la possibilità di sviluppare un DLC per la storia fino a poco prima dell’inizio ufficiale della fase di pianificazione. Tuttavia, nell’ambito di una trilogia a lungo termine, siamo giunti alla conclusione che portare avanti lo sviluppo di un DLC per il secondo capitolo in parallelo al lavoro sul terzo avrebbe inevitabilmente inciso sul programma e sulla qualità complessiva del gioco finale. A quel punto ho ritenuto che il mio compito principale non fosse aggiungere nuovi contenuti, ma consegnare ai fan il terzo capitolo il più rapidamente possibile, con una qualità in grado di soddisfarli pienamente».

La priorità, dunque, è tutta rivolta al gran finale della trilogia. Questo non esclude però del tutto contenuti aggiuntivi in futuro: Hamaguchi ha infatti lasciato aperta la porta a eventuali DLC dopo l’uscita della terza parte, che dipenderanno dal supporto dei fan: «Per quanto riguarda i DLC oltre il terzo capitolo, questo dipenderà in ultima analisi da quanto fortemente i fan continueranno a sostenere Final Fantasy VII come titolo e come franchise. Se ci sarà una domanda significativa, saremo sicuramente aperti a esplorare attivamente queste possibilità».

Guardando proprio al terzo capitolo, Hamaguchi non si è sbilanciato sulla possibilità di un’uscita in occasione del 30° anniversario dell’originale nel 2027, limitandosi a sottolineare che lo sviluppo procede senza intoppi: «Non siamo ancora nella fase in cui possiamo condividere informazioni dettagliate o una data di uscita precisa per il terzo titolo. Ciononostante, lo sviluppo sta procedendo come previsto». L’obiettivo è rifinire l’esperienza «fino all’ultimo momento», così da offrire un finale all’altezza delle aspettative.

Tra le domande più curiose sul terzo capitolo, ce n’è stata una dedicata alla possibile presenza dell’invocazione Knights of the Round. «Nell’originale l’animazione era così lunga che, nel frattempo, avresti quasi potuto allevare un chocobo d’oro», ha scherzato l’intervistatore. Il team manterrà quella durata “epica” come omaggio all’era PS1, oppure attacchi così imponenti – come la Supernova di Sephiroth – dovranno essere ripensati per adattarsi ai ritmi moderni? Hamaguchi ha mantenuto il massimo riserbo, ma ha riconosciuto che «Knights of the Round e gli effetti visivi della Supernova di Sephiroth sono tra gli elementi più iconici» dell’originale. Ha inoltre sottolineato che si tratta di aspetti che richiedono «una valutazione molto attenta», soprattutto affinché siano adatti al ritmo del gameplay contemporaneo. Parlando non solo da sviluppatore ma anche da fan, ha ammesso di essere «molto curioso» di vedere come questi momenti verranno reinterpretati: «Sarei entusiasta se poteste giocare voi stessi e vedere con i vostri occhi a quali conclusioni siamo giunti».

La summon Knights of Round dell’originale Final Fantasy VII

L’intervista offre anche uno spaccato personale sul legame di Naoki Hamaguchi con la serie. Prima di diventare uno degli artefici del remake, era infatti un giocatore come tanti altri: «Quando andavo a scuola, cercavo seriamente con i miei amici “un modo per riportare indietro Aerith”. Essere coinvolto ora in un titolo del genere come creatore mi sembra surreale e, allo stesso tempo, sento una responsabilità dalla quale non posso semplicemente sfuggire».

Hamaguchi ha inoltre riflettuto sul rapporto tra passato e presente della serie, evidenziando come Final Fantasy VII continui a vivere attraverso prospettive diverse: «FFVII è un titolo in relazione al quale i fan di lunga data custodiscono nel cuore la propria “verità personale”, mentre c’è anche una generazione che lo sta scoprendo solo ora, avendolo conosciuto in precedenza solo di nome. Avremmo potuto semplicemente rifinire la superficie e confezionarlo in modo sicuro per attirare entrambi i gruppi. Ma questo non avrebbe raggiunto la prossima generazione. Ecco perché non ci siamo affidati esclusivamente alla “conservazione della nostalgia”; invece, abbiamo fatto il grande passo per creare un’esperienza che si regga da sola come gioco moderno».

Il director ha anche allargato il discorso a una visione più ampia dell’industria: «Sono quello che sono oggi perché, quando ero bambino, i giochi giapponesi stupivano costantemente il mondo. Ecco perché, questa volta, voglio che la nostra generazione dimostri al mondo che il Giappone può ancora tenere testa sulla scena globale. Vorrei anche che i giovani continuassero ad affrontare nuove sfide, sia in patria che all’estero, ogni volta che trovano qualcosa che accende il loro interesse. Credo che così facendo si aprirà loro spontaneamente la strada verso la scena internazionale».

Questa prospettiva si riflette anche nel modo in cui il team ha affrontato i temi dell’opera. Per Hamaguchi, Final Fantasy VII è oggi più attuale che mai: «Sento che i temi presenti nell’originale tocchino ancora più profondamente le corde dei giocatori nel mondo di oggi». Allo stesso tempo, la trilogia Remake non nasce con l’intento di riscrivere la storia per il pubblico contemporaneo, quanto piuttosto di valorizzarne l’universalità: «Confidando nell’universalità delle domande e dei messaggi dell’opera originale, abbiamo scelto di ricrearla con cura, senza abbellimenti superflui. Questa è stata la posizione che abbiamo privilegiato durante tutto il processo di questo remake».

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