Parlando ai media giapponesi, Shoichi Matsuzawa, producer di Final Fantasy Tactics – The Ivalice Chronicles, ha chiarito che per il titolo non sono previsti DLC al momento: «Tuttavia, questo titolo è stato creato con la speranza che Final Fantasy Tactics venga venduto e giocato su una varietà di hardware per un lungo periodo di tempo. Pertanto, intendiamo valutare questa possibilità, inclusa l’aggiunta di altre lingue. Apprezzeremmo il vostro supporto», ha dichiarato.
Non è la prima volta che Matsuzawa affronta il tema della localizzazione. Lo scorso giugno, in un’intervista concessa a HobbyConsolas, il producer aveva commentato così l’assenza di lingue come spagnolo, italiano e portoghese: «Il supporto alla localizzazione è sempre un argomento che dobbiamo affrontare ogni volta che sviluppiamo un gioco. Credo che chiunque si occupi di sviluppo di giochi desideri creare senza limiti, supportare la localizzazione in tutte le lingue e far sì che il maggior numero possibile di persone possa godersi l’esperienza. Tuttavia, dobbiamo anche considerare le implicazioni che queste decisioni comportano in termini di risorse, tempi di sviluppo e sul nostro impegno a garantire un’esperienza di alta qualità ai giocatori. Tenendo conto di tutto ciò, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di selezionare un piccolo gruppo di lingue per questo progetto. Comprendiamo che questo possa deludere alcuni giocatori e ce ne dispiace sinceramente».
Diversi fan sono rimasti delusi anche dalla scelta degli autori di Final Fantasy Tactics – The Ivalice Chronicles di non includere i contenuti aggiuntivi introdotti nell’edizione The War of the Lions, pubblicata su PSP nel 2007, tra cui i cammei di Balthier da Final Fantasy XII e Luso Clemens da Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the Rift.
«Abbiamo ovviamente discusso a lungo su cosa avremmo voluto riprendere da The War of the Lions – ha spiegato Kazutoyo Maehiro a RPG Site, facendo riferimento alla versione PSP del 2007, successivamente approdata anche su smartphone –. Non è stata affatto una decisione semplice: ci abbiamo riflettuto molto».
Maehiro ha poi approfondito: «In War of the Lions erano stati introdotti contenuti come personaggi extra quali Balthier e Luso, provenienti rispettivamente da Final Fantasy XII e Final Fantasy Tactics A2. Quei titoli erano usciti pressappoco nello stesso periodo, quindi aveva senso inserirli: i fan comprendevano il motivo della loro presenza.
Quando però guardiamo all’oggi, nello sviluppare The Ivalice Chronicles, l’inclusione di quei personaggi probabilmente non avrebbe avuto molto senso rispetto ad allora».
Final Fantasy Tactics – The Ivalice Chronicles arriva sul mercato con un approccio particolare, che evita di etichettare il progetto come remake o remaster. Gli autori hanno spiegato di aver utilizzato il sottotitolo “The Ivalice Chronicles” per riflettere sia il coinvolgimento dei creatori originali sia la volontà di proporre una nuova esperienza nel rispetto dello spirito del titolo del 1997.
In un’intervista concessa a 4Gamer, il director Kazutoyo Maehiro ha spiegato: «Diversi membri originali, tra cui Yasumi Matsuno e Hiroshi Minagawa, oltre a me stesso, sono coinvolti in questo progetto. Con queste premesse, piuttosto che limitarci a realizzare una versione rimasterizzata, abbiamo discusso con il producer Shoichi Matsuzawa e abbiamo deciso di partire da questa domanda: “Se dovessimo creare un nuovo Final Fantasy Tactics nel 2025, basandoci sulla versione originale, come sarebbe?”».
«Se si fosse trattato di un remake – ha continuato Maehiro –, avremmo ricostruito la grafica e i sistemi da zero. Se fosse stata una remaster, avremmo utilizzato gli asset originali migliorando la risoluzione. Ma questo lavoro non è né l’uno né l’altro. Detto questo, tra le due versioni incluse, la versione Classic potrebbe essere considerata più vicina a ciò che convenzionalmente viene definito “remaster”».
